I periodi (cosiddetti) “difficili”

A volte colgo una sottile ironia della vita. A molti (me compreso) capita di essere ottimista quando le cose vanno “bene” (cioè, come voglio io) e pessimista quando vanno “male” (cioè, diversamente da come voglio io). Ora, faccio questa riflessione: a cosa diamine ci serve essere ottimisti se va tutto come vogliamo noi? Viceversa, a cosa serve stare male se abbiamo dei problemi?

Da quando ho cominciato a interessarmi di reality transurfing ho visto confermata un’idea che già stavo coccolando da tempo: non conta tanto quello che ci succede, ma conta moltissimo come reagiamo. Di più: il “tono” dei nostri pensieri

Se vogliamo creare una realtà diversa, più appagante, serve a poco continuare a pensare a quello che ci succede intorno. Vi dirò di più.  Quando attraversiamo dei periodi cosiddetti “difficili”, generalmente impariamo qualcosa su noi stessi. Possiamo anche avere l’occasione di apprendere come risolvere problemi.

Sono infatti sempre più convinto che saper risolvere problemi sia più importante che avere sicurezze. Anche perché sembra non esistere niente di simile a una sicurezza. Tutto quello che costruiamo può essere distrutto da un momento all’altro.

Possiamo trovarci senza soldi, senza amore, senza salute. Ma se sappiamo come li abbiamo “costruiti” una volta, possiamo rimetterli in piedi infinite volte.  Questo accade quando approfittiamo dei periodi (cosiddetti) difficili per apprendere soluzioni nuove.

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