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Network Marketing: Parla di meno, con più persone

blablablaQuanto tempo ed energie se vanno parlando troppo con persone che non ne vogliono sapere di fare Network Marketing? Quantità industriali.

Certo, è una bella cosa essere entusiasti della nostra attività e cercare  di trasmettere il nostro entusiasmo a chi abbiamo di fronte, ma dobbiamo anche considerare che non tutti siamo uguali.

Noi abbiamo preso la decisione di usare il network marketing per cambiare la nostra vita, ma altre persone potrebbero non vederla nello stesso modo. E non sarà certo la quantità di informazione che rovesciamo addosso al malcapitato di turno a fargli cambiare idea.

Anzi, potremmo ottenere l’effetto opposto. Dopo il “trattamento” è possibile che il nostro interlocutore non ne voglia più sapere, non solo dell’attività,  ma neanche di noi. Il che non è certo un bel risultato, per un’attività che vive di relazioni.

Quante volte mi è capitato di fare presentazioni del business lunghissime, anche quando era evidente che il mio interlocutore stava morendo di noia? Forse, ma solo forse, era il caso di lasciar perdere, e usare quel tempo per fare un contatto o lavorare sulla lista nomi.

Dobbiamo allora capire che non tutti faranno questa attività,  o meglio non tutti sono pronti a farla nel momento in cui gliela proponiamo.

Come sempre, si tratta di un gioco di numeri. Se concepiamo la nostra lista nomi come un mazzo di carte,  più contatti facciamo, più è probabile che trovi il mio “asso”.

Ne deriva che la cosa migliore è parlare di meno, con più persone. Ovvero: quando contattiamo, o facciamo una presentazione, non diamo troppe informazioni, se il nostro interlocutore non si mostra curioso di approfondire. Se non c’è interesse, lasciamo perdere quella persona, almeno per ora, e next. Passiamo alla prossima.

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Network Marketing, 5 (cinque) semplici mosse per essere duplicabili

matrixp_planOrmai  sono un po’ di anni che faccio Network Marketing. Mi trovo sempre più d’accordo con una affermazione, che secondo me è estremamente potenziante:

Non bisogna essere bravi, bisogna essere DUPLICABILI

Ovvero, questo tipo di attività non è come gli altri business legati alla vendita. Quando fai vendita tradizionale, allora sì che devi essere “bravo”. Ovvero, fare di più e meglio degli altri. Qui no.

Specie quando entrano, le persone spesso non hanno mai fatto una vendita in vita loro, e devono fare dei piccoli, semplici passi. Oppure hanno fatto vendita, ma non possono adoperare le loro competenze, perché fatalmente si troveranno a loro volta ad aver a che fare con persone che non hanno mai venduto.

Quindi, anche se siamo campioni nella vendita (cosa che io non sono) qui dobbiamo essere campioni nel rendere facile ai nostri sponsorizzati svolgere l’attività. Dal che deriva che dobbiamo essere noi i primi a rendercela facile.

In un certo senso, siamo avvantaggiati se non siamo mai stati venditori.  Non dobbiamo disimparare l’atteggiamento del salesman per imparare quello del networker. Ovvero della persona comune che impara a costruire quelle che in definitiva sono reti di consumatori.

Tutto questo per arrivare a un concetto ben preciso: il Network Marketing è fatto di azioni molto semplici, che tutti possono fare.  Quali sono queste azioni? Secondo me la sintesi più efficace è quella di Alex Herciu, fondatore del sito Info Network Marketing

  1. Condividere il prodotto.  Penso che questa sia la base dell’attività. Se ti piacciono i prodotti, se ne sei entusiasta, è evidente che ti sarà molto più facile promuoverli. Questo può accadere soltanto se i prodotti  li usi.
  2.  Condividere l’opportunità. Mettere in pratica questo punto è principalmente una questione di focus, di concentrazione. Occorre imparare ad ascoltare le persone quando parlano. Il che non è semplice perché, quando parlano gli altri, noi generalmente stiamo pensando a quello che risponderemo.
    Se invece ci abituassimo ad ascoltare, aumenteremmo senz’altro la possibilità di sentire persone che cercano un’opportunità di guadagno. Possiamo allora proporre la nostra. Magari non farà per loro, ma non è un problema nostro. Noi giochiamo sui grandi numeri.
  3. Fare amicizia. Conoscere sempre persone nuove e intrattenere rapporti con quelle che già conosciamo migliora le nostre capacità di relazione e ovviamente scalda la lista dei nostri contatti.  Naturalmente, orecchie aperte. Cerchiamo di ascoltare le persone quando parlano. Non appena si lamentano che “non si va avanti”… zac! Proponiamo (o riproponiamo) la nostra soluzione.
  4. Promuovere eventi. Ci ho scritto su anche un apposito post. Ma lo riassumo qui. Andare agli incontri significa creare l’energia giusta. Vedi persone che hanno raggiunto i risultati che vuoi raggiungere tu. Ascolti le loro storie e ne prendi spunto. Non avete idea di quanto si impari agli incontri. Sono davvero un acceleratore molto potente per la nostra attività. Senza contare che un nuovo, che dell’attività non sa nulla, partecipando agli incontri comincia ad assimilare le basi.
  5.  Leggere libri. Questo è fondamentale. Leggere, specialmente libri di motivazione e di business e biografie di persone che hanno ottenuto risultati significa avere a disposizione un vero e proprio distillato dell’esperienza dell’autore. Veniamo insomma a sapere in pochi minuti informazioni che a loro sono magari costate mesi o anni di sforzi ed errori. Che noi possiamo risparmiarci.
    E’ molto importante, comunque, l‘atteggiamento con il quale si legge.  E’ molto diverso da leggere l’ultimo bestseller. Quello che leggiamo poi va applicato  nella nostra azione di tutti i giorni. In questo modo, il tempo che passiamo a leggere sarà veramente ben speso.

Come essere pagati dal supermercato

carrello-spesaQuando andiamo al supermercato, accade spesso che ci siano delle promozioni. Ovvero: se compri dieci scatole di pomodori, ti do un cucchiaino. Il supermercato usa questi meccanismi, come si dice in gergo, per fidelizzare il cliente, ovvero far sì che torni ad acquistare più e più volte.

Certamente, il cucchiaino vi sarà utile, non discuto. Ma che ne direste se, per esempio, dopo dieci scatole di pomodori vi rendessero cinquanta centesimi in contanti?

Non c’è dubbio che sarebbero più utili del cucchiaino. Infatti, potete usarli per comprare il cucchiaino, o magari un cucchiaino che vi piace di più, oppure comprare qualcos’altro che vi serve più del cucchiaino.

Naturalmente questo il supermercato non può farlo. Sia per motivi contabili, sia perché il cucchiaino, che per voi “vale” cinquanta centesimi, al supermercato ne costa magari dieci. Dieci centesimi di spesa per loro, cinquanta centesimi di valore percepito per voi.

Che ne direste però se il supermercato, quando avete comprato un tot di merce, vi rimborsasse una parte di quello che avete speso? Poniamo che, quando arrivate a duecentocinquanta euro di spesa, ve ne rimborsasse cinque in contantii?

Che ne direste poi se il vostro supermercato vi pagasse anche per la spesa di qualcun’altro? Proprio così. Voi presentate un amico al supermercato, e per questo v i viene riconosciuta una percentuale. E questo per  ogni amico che presentate. E anche per ogni amico che questo amico presenta, e anche sull’amico che l’amico del vostro amico presenta. e così via all’infinito.

Come dite? In questo modo si potrebbe arrivare a guadagnare anche bene? Potrebbe diventare una fonte di reddito interessante? Certo che sì!

Ebbene, questa cosa che sembra troppo bella per essere vera esiste Si chiama Network Marketing (Marketing in Rete) o Multi Level Marketing (Marketing Multi Livello).  Esiste dalla fine degli anni Cinquanta, e ha dato sicurezza e stabilità a molte persone.

Il meccanismo è abbastanza semplice, come avete visto. Si tratta di cambiare supermercato, passando da quello che vi regala  un cucchiaino a quello che vi può fornire soldi sonanti e ballanti.

Se vuoi saperne di più contattami al mio indirizzo email: notiziedalivorno@gmail.com.

 

Network Marketing: noi siamo liberi, loro sono liberi

(Fonte  Immagine: https://www.flickr.com/photos/nicokaiser/6185983773)

aquilaNon abbiamo il potere di convincere nessuno. Questa, a mio parere, dovrebbe essere una delle prime convinzioni che dovrebbe sviluppare chi fa network marketing. Può sembrare una convinzione limitante, ma non lo è. Perché ci libera dall’obbligo di far entrare le persone quando facciamo loro il piano marketing.

Il network marketing, come del resto ogni attività commerciale (o umana) è un gioco di numeri. Più persone raggiungiamo, più è probabile che troveremo le nostre prime linee, e tra queste i nostri leader. La fregatura arriva quando pregiudichiamo. Ovvero, “decidiamo” che quella  specifica persona deve entrare in attività e deve diventare un leader.

L’abbiamo deciso noi. Ma cosa ne pensa quella persona? E se per caso non fosse d’accordo? Se magari fosse anche interessata, ma non fosse il suo momento?  Non trovate che sarebbe energia sprecata cercare di farla diventare un leader a forza? E d’altra parte, forse sarebbe bene impiegare quell’energia nel proporre la nostra opportunità ad altra persone?

In altre parole, trovo che il nostro tempo e la nostra energia siano troppo preziosi per usarle in qualcosa di improduttivo come cercare di convincere chi non è convinto. Naturalmente,  è u altro paio di maniche quando la persona ci fa domande, chiede aiuto, viene agli incontri eccetera. Ovvio che in questo caso bisogna essere disponibili.  Ma in caso contrario… Next. 

 

 

Network Marketing: importanza degli incontri

incontroSpesso capita che le prime linee fresche di sponsorizzazione ti chiedano: “ma come mai vai sempre all’Open?”. La sottodomanda è: ma non basta andarci una volta?

La risposta che io do in genere è che gli incontri sono fondamentali. Questo per una serie di motivi:

  1. Dobbiamo formarci sia sui prodotti che sul piano di marketing. Certo, ci sono gli audio e i video. All’Open tuttavia abbiamo sempre informazioni aggiornate sui nuovi prodotti, sulle offerte e così via. Potremmo anche andare sui sito dell’azienda per questo, ma avere a disposizione i leader per eventuali domande veloci è sempre una buona cosa.
  2. Il sistema degli incontri, dall’Open settimanale al Seminario ogni trimestre, serve come acceleratore per la nostra attività. Specialmente quando la facciamo associandola a un altro lavoro, non abbiamo molto tempo per fare piani marketing a una persona alla volta. Molto meglio portare più persone all’Open, dove un leader esperto presenterà loro l’attività. Poi, per ciascuno massima libertà di decidere.
  3. Andare agli incontri significa fare gruppo, creare l’energia giusta perché la nostra attività proceda. Quando andiamo all’Open, e ancora di più al Seminario, vediamo il sistema all’opera, e acquisiamo maggiore consapevolezza di come funziona il nostro business. Senza contare che ci motiviamo a vicenda, il che fa partire un circolo virtuoso. Torniamo a casa più carichi, e con questa maggiore energia tendiamo ad ottenere risultati sempre maggiori.