Il Nuovo e il Bello

È lo slancio verso il Bello e il Nuovo a guidarci, affinché esso ci consenta di ristabilire la naturale Armonia con l’Uno.

(Salvatore Brizzi, “Officina Alkemica“)

Ogni giorno bisognerebbe cercare qualcosa di bello e qualcosa di nuovo, esattamente come ai matrimoni si porta qualcosa di blu, qualcosa di vecchio e qualcosa di prestato.

Il perché di tutto questo è ovvio: sia nel Bello che nel Nuovo troviamo la possibilità di ampliare la nostra mente. Di avere quindi più frecce al nostro arco. È la prova provata che non siamo obbligati a vivere per sempre la stessa situazione, se non ci aggrada.

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P.A.C. – Piccoli Atti di Coraggio

Forse conoscete i Pac, i Piani di Accumulo Capitale. Si tratta di mettere da parte ogni mese una cifra, anche piccola, che nel corso del tempo, grazie agli interessi composti, può portare a una disponibilità di capitale anche importante.

Lo stesso, secondo la mia esperienza, succede nel campo dello sviluppo personale. Quando ho ottenuto qualcosa di importante, in genere è stato frutto di quelli che potremmo chiamare Piccoli Atti di Coraggio.

Proprio così. Dal momento che l’Universo è costante,  a volte impercettibile cambiamento, è semplicemente ovvio che possiamo sempre intervenire sui processi in corso nella nostra realtà. Questo si fa a piccoli passi, come sempre.

Spesso dimentichiamo il potere dei piccoli passi. Si pensa che per ottenere quello che vogliamo occorra fare sforzi giganteschi. Questo perché non pensiamo di spezzettare l’obiettivo in obiettivi più piccoli. Dimentichiamo che ogni cosa, per quanto complessa sia, è composta di cose semplici. 

Viceversa, se ci ricordiamo di questo fatto, comprendiamo che quando qualcosa ci sembra complesso è solo perché va suddiviso in passi più semplici. 

Pulizie di primavera

Ci sono momenti in cui semplicemente bisogna togliersi polvere e ragnatele dal cervello. Come minimo. Poi, ripensandoci bene, la nostra mente somiglia in effetti a una specie di magazzino. Avete presente quando cominciate ad ammucchiare cianfrusaglie, e dopo un po’ ne viene fuori un guazzabuglio terrificante?

Rimettere in ordine è impegnativo, ma necessario. In casa prendiamo una ramazza. Con la nostra mente non è molto diverso. Ci prendiamo un momento per raccoglierci, magari con foglio e penna, e cominciamo con una domanda ben precisa.

Qual è, in questo momento, il mio problema più grande?

Subito dopo, questa domanda dovrebbe diventare:

Qual è, in questo momento, la mia sfida più interessante?

Questo passaggio è molto utile. Infatti, un problema è una seccatura, mentre una sfida è qualcosa di eccitante, qualcosa che ci fa crescere. Questione di parole? Certamente. Ma come vi fa sentire la parola “problema” rispetto alla parola “sfida”?

Sarete d’accordo con me che la vibrazione cambia completamente.

Sweatcoin, pagati per camminare

Ho cominciato a provare un’app che paga per camminare. Si chiama Sweatcoin, ed il funzionamento è molto semplice: mentre camminate, l’app segna i vostri passi. Più passi fate, più Sweatcoin vi vengono assegnati. In pratica, il vostro esercizio fisico rende.

Devo ancora capire bene come funziona, ma a quanto pare Sweatcoin sta diventando virale. Anche perché, come spesso capita, ha un suo programma di affiliazione. Ovvero, se consigliate l’app a un vostro amico, vi vengono accreditati degli Sweatcoin.

Man mano che la uso, posterò le mie impressioni. Nel frattempo, se volete provarla anche voi e magari farmi sapere le vostre impressioni, vi metto là sfacciatamente il mio link di affiliazione: http://www1.sweatco.in/hi/david482076

Monopoli per millennials

Arriva una sorta di reboot anche uno dei giochi più classici del mondo, il Monopoli (o Monopoly, come viene commercializzato attualmente). Hasbro ha infatti annunciato una versione pensata per i Millennials, che notoriamente hanno un pessimo rapporto con il denaro.

Monopoly for Millennials sarà incentrato più sull’ accumulo di esperienze che di denaro.  Ad esempio, Parco della Vittoria è diventato un “Festival musicale di tre giorni”. Ironica la confezione, dove Mr. Monopoly si fa un selfie, e il motto  “Dimenticate il mercato immobiliare, tanto non potete permettervelo”.

E’ bene precisare che Monopoly for Millennials non sostituirà il gioco originale. Fa solo parte delle ormai tantissime versioni alternative che Hasbro produce ogni anno. La differenza sta nel ribaltamento del senso del gioco, in linea con la filosofia un po’ new age secondo la quale le esperienze e la conoscenza del mondo valgono più del denaro.

Idea che mi trova completamente d’accordo.Più si impara, più possibilità abbiamo di cavarcela nella vita. Con il denaro o senza. 

Serenità

lao_tzu_-_project_gutenberg_etext_15250L’universo intero si arrende ad una mente tranquilla.
Lao Tzu.

Alla fine, qual è lo scopo di tutto quello che facciamo? Essere soddisfatti. Se ci diamo molto da fare, ma la soddisfazione latita, cosa possiamo fare? Possiamo essere sereni.

Cos’è la serenità? E’ quello stato d’animo che non dipende dai risultati. Sappiamo che stiamo facendo del nostro meglio, e che se in questo momento non stiamo ottenendo esattamente quello che volevamo, sicuramente stiamo imparando. Stiamo acquisendo dei modi di pensare e delle abitudini che ci saranno utili in seguito.

Insomma, nella vita o vinci o impari. Ne deriva che, per una mente bene organizzata, il tempo non è mai “perso”, ma “investito”. Questo a patto che impariamo a gestire i nostri stati d’animo, scegliendo sempre di rapportarci con il resto del mondo nel migliore dei modi.

In questo modo arricchiamo sempre di più quella che potremmo chiamare la nostra cassetta degli attrezzi. Ovvero, acquisiamo la consapevolezza di poter gestire le situazioni che ci si possono presentare. Questo fatto, e l’allenamento a scegliere le nostre reazioni a quello che accade, ci portano a una serenità sempre maggiore.

Ma quante cose fai?

kaliQuando le persone mi chiedono cosa faccio,  comincio a descrivere le mie attività, e a un certo punto mi fermano esclamando: ” Ma quante cose fai???

La convinzione diffusa infatti è che una persona per vivere debba fare una data cosa x, punto e basta. Se faccio il bancario, faccio solo il bancario, così il meccanico, il macellaio, l’impiegato eccetera. Il percorso di vita ideale sembra essere:  nascita—->buoni voti a scuola—>posto fisso—>pensione—->morte

Per un certo periodo tutto questo è parsa una mappa corretta del territorio, un modo giusto di interpretare la realtà. E ha funzionato per una o forse due generazioni di persone.

Prima e dopo, cioè adesso, non è più cosi. Come insegnano i formatori finanziari, in particolar modo Robert Kiyosaki, adesso non è più così. E neanche prima di queste due generazioni. In sostanza, il modello “entro-in.un-azienda-e-ci-arrivo-alla-pensione” è stato valido solo per un periodo di tempo che, tutto sommato, dal punto di vista storico è abbastanza breve.

In questo momento le cose stanno diversamente. Occorre essere imprenditori nell’animo . Anche quando ci capita di essere dipendenti, dobbiamo essere consapevoli che non si può contare sul posto cosiddetto fisso. Dobbiamo avere obiettivi di fatturato sviluppare intelligenza finanziaria. Ovvero, capire quali sono le tecniche per gestire il denaro. Senza contare che è utile anche sforzarsi di acquisire nuove competenze.

Questo è il motivo per cui cerco sempre di avere più gambe finanziarie. In questo post (che minaccia di diventare chilometrico) mi propongo di illustrare quali sono queste gambe e perché le ho scelte. Magari potrà essere utile a qualcuno. Sicuramente sarà utile a me per un po’ di introspezione.

Multi Level Marketing.  Costruire reti di consumatori, ed essere pagati per questo. Ritengo che sarà la mia (congrua) integrazione pensionistica. A parte questo, trovo che sia fantastico per chi, come me, la vendita non sa neanche dove sta di casa.

L’unica fregatura di questo tipo di attività è che è libera. Facile da fare, ma anche facile da non fare. Per ottenere risultati è assolutamente necessario uscire più o meno velocemente dalla nostra zona di comfort.

E’ un’attività assolutamente per tutti. Non richiede titoli di studio, non sta a vedere se sei uomo, donna, altro, bianco, nero, giallo o a pallini. Costa pochissimo iniziarla, la puoi gestire come vuoi. Nessun capo che ti sfiata sul collo.

Se vuoi sapere nel dettaglio come funziona io e la mia upline saremo lieti di spiegartelo. Scrivimi a notiziedalivorno(at)gmail.com

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Giornalismo:  La radio è sempre stata la mia passione, si può dire, fin da neonato.  Da piccolo uccidevo i miei genitori mettendo i dischi nel mangiadischi  e parlandoci sopra.

Non c’era nessuna garanzia che un giorno potessi arrivare da qualche parte in questo modo, anche perché facevo ‘sti numeri prima ancora che in Italia si avesse idea che sarebbero arrivate le radio private.

Eppure. Ci ho messo un tantino, ma prima sono riuscito a diventare uno speaker professionista, poi un giornalista, sempre professionista, poi ad entrare in graduatoria per un’eventuale assunzione in Rai,  che  si è concretizzata alla fine del gennaio 2017.

Devo dire che nemmeno io mi aspettavo di arrivare così lontano. Evidentemente, la politica del fare un passo avanti funziona.

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Investimenti:  – Come dice giustamente Jim Rohn, “Profit is better than wages” , ovvero “Il profitto è meglio dello stipendio.”  Bene lavorare, bene darsi da fare, ma se non impariamo a gestire i soldi  rischiamo di non creare mai del cashflow, ovvero di non mettere mai nulla da parte, e quindi di non imparare mai ad investire.

E’ bene notare che per investire non esiste una formula magica. O per essere più precisi, ne esiste una per ciascuno di noi. Dobbiamo studiare. Cercare di capire come funzionano gli strumenti di investimento, magari rubando qualche ora alla televisione.

Forex  -Azioni -Tecniche di risparmio

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Immobiliare. Questo è un campo dove in realtà sto appena cominciando a mettere il naso. In realtà, da qualche anno ho superato l’esame in camera di commercio per mediatore, ma non ho mai esercitato. Il motivo è molto semplice: la legge impone ai mediatori immobiliari di esercitare il mestiere in esclusiva. Insomma, non puoi fare altro.

Lo fa per garantire qualità per il consumatore, senza dubbio. Io però l’ho sentita come una limitazione.  All’epoca poi (2007) stavo avendo discrete soddisfazioni come giornalista, per cui lasciai perdere. Ancora oggi sono dello stesso parere, e semmai entrerò nel settore come procacciatore d’affari o addirittura come investitore in proprio. Come immobiliarista, più che come agente immobiliare.

Il campo è sicuramente complesso, con tutta la burocrazia e le leggi che lo caratterizzano. Ma proprio per questo rappresenta una sfida interessante. Quantomeno uno stimolo ad imparare cose nuove ogni giorno. Senza contare che ci sono persone che ci campano, e può essere interessante approfondire come fanno.

 

 

L’unica malattia veramente mortale

cerottoQuando capita di avere un congiunto in ospedale si ha l’occasione di riflettere sulla relativa fragilità del nostro corpo. E si imparano moltissime cose.

In ospedale ci si sente sradicati dal proprio ambiente. E questo al di là dell’encomiabile impegno del personale sanitario, che ho avuto modo di riscontrare in più occasioni.

So bene che l‘argomento malattia e morte nella nostra società è un vero e proprio tabù. Ma d’altra parte sono situazioni che fanno parte della nostra condizione umana. Ritengo pertanto che sia meglio conoscerle e gestirle che ignorarle, e lasciare che ci disturbino dal fondo del nostro subconscio, manifestandosi di quando in quando con le simpaticissime crisi di panico, ovvero di paura non si sa di che.

Del resto, abbiamo un corpo, e il corpo si può ammalare. Il lato positivo è che possiamo imparare a conoscerne il funzionamento, e quindi capire come trattarlo meglio.

Questo anche quando, per una serie di circostanze, ci troviamo alle prese con una malattia, ovvero un malfunzionamento di qualche organo del nostro corpo. Anzi, spesso succede che proprio quando ci si ammala si ha l’occasione di imparare qualcosa.

Prendiamo l’infarto. Perfino la parola mette paura. Eppure, quante volte ho sentito di persone che, proprio dopo questo evento ritenuto così spaventoso, hanno imparato a rispettare il proprio corpo, migliorando il loro stile di vita  e quindi, diventando tecnicamente più sani di prima.

Che dire di un tumore? Altra parola terrificante, che suona come una condanna. Tuttavia, anche qui di altro non si tratta che di un malfunzionamento del nostro corpo, che in molti casi può essere gestito piuttosto bene, garantendo a chi si ammala un aspettativa di vita pari a quella di una persona perfettamente sana.

L’unica malattia veramente mortale è arrendersi, ovvero rinunciare a gestire le nostre emozioni, lasciarsi travolgere dal caos. Tutto il resto è fuffa.