Liberarsi dalla rabbia e dalla frustrazione

La frustrazione sembra essere la vera radice della nostra epoca. Ognuno di noi vuole cose, sempre più cose, e quando le ottiene ne vuole ancora altre. Arriva il momento in cui ritiene di non poter avere quello che vuole, ed ecco che nasce la frustrazione.

Attenzione al verbo “ritiene”. La frustrazione infatti si basa spesso su una pura e semplice opinione. Noi non sappiamo davvero se possiamo o no ottenere quello che vogliamo. Semplicemente, in un dato momento siamo convinti di non poter avere quella data cosa.

Il punto è che spesso questa idea, questa opinione, diventa così convincente per noi, che la consideriamo una verità assoluta. E qui scatta la fregatura. A tutti gli effetti, ci autolimitiamo. Entriamo in un loop che ci porta a trovare sempre più prove del fatto che quella data cosa non potremo mai averla.

Da qui nasce la rabbia. Contro noi stessi, perché ci consideriamo incapaci e indegni, e contro gli altri, un po’ perché invidiamo coloro che hanno le cose che vorremmo avere noi, e un po’ perché siamo convinti che se stiamo male “la colpa” sia “del mondo”. Ovvero di un’entità sfocata, indistinta ed astratta che, per qualche misterioso e sopratutto irrimediabile motivo “ci vuole male”.

Ricordiamoci adesso del fatto che si tratta di un’opinione, di una nostra idea. Come tutte le opinioni, può essere semplicemente basata su dati falsi o incompleti. Personalmente, mi è capitato più volte di raggiungere obiettivi che ritenevo di non poter ottenere.

In generale, è accaduto quando, nonostante il mio scetticismo, ho fatto un passo avanti, ho inserito nell’equazione un piccolo atto di coraggio. Scoprendo così, di nuovo, che ogni obiettivo, anche il più grande, è fatto di piccoli passi.

Il trucco sta nel saperlo suddividere in tappe gestibili, e nell’agire anche se siamo immersi nello scetticismo. Anzi, sopratutto in quei casi.

Il Nuovo e il Bello

È lo slancio verso il Bello e il Nuovo a guidarci, affinché esso ci consenta di ristabilire la naturale Armonia con l’Uno.

(Salvatore Brizzi, “Officina Alkemica“)

Ogni giorno bisognerebbe cercare qualcosa di bello e qualcosa di nuovo, esattamente come ai matrimoni si porta qualcosa di blu, qualcosa di vecchio e qualcosa di prestato.

Il perché di tutto questo è ovvio: sia nel Bello che nel Nuovo troviamo la possibilità di ampliare la nostra mente. Di avere quindi più frecce al nostro arco. È la prova provata che non siamo obbligati a vivere per sempre la stessa situazione, se non ci aggrada.

P.A.C. – Piccoli Atti di Coraggio

Forse conoscete i Pac, i Piani di Accumulo Capitale. Si tratta di mettere da parte ogni mese una cifra, anche piccola, che nel corso del tempo, grazie agli interessi composti, può portare a una disponibilità di capitale anche importante.

Lo stesso, secondo la mia esperienza, succede nel campo dello sviluppo personale. Quando ho ottenuto qualcosa di importante, in genere è stato frutto di quelli che potremmo chiamare Piccoli Atti di Coraggio.

Proprio così. Dal momento che l’Universo è costante,  a volte impercettibile cambiamento, è semplicemente ovvio che possiamo sempre intervenire sui processi in corso nella nostra realtà. Questo si fa a piccoli passi, come sempre.

Spesso dimentichiamo il potere dei piccoli passi. Si pensa che per ottenere quello che vogliamo occorra fare sforzi giganteschi. Questo perché non pensiamo di spezzettare l’obiettivo in obiettivi più piccoli. Dimentichiamo che ogni cosa, per quanto complessa sia, è composta di cose semplici. 

Viceversa, se ci ricordiamo di questo fatto, comprendiamo che quando qualcosa ci sembra complesso è solo perché va suddiviso in passi più semplici. 

Pulizie di primavera

Ci sono momenti in cui semplicemente bisogna togliersi polvere e ragnatele dal cervello. Come minimo. Poi, ripensandoci bene, la nostra mente somiglia in effetti a una specie di magazzino. Avete presente quando cominciate ad ammucchiare cianfrusaglie, e dopo un po’ ne viene fuori un guazzabuglio terrificante?

Rimettere in ordine è impegnativo, ma necessario. In casa prendiamo una ramazza. Con la nostra mente non è molto diverso. Ci prendiamo un momento per raccoglierci, magari con foglio e penna, e cominciamo con una domanda ben precisa.

Qual è, in questo momento, il mio problema più grande?

Subito dopo, questa domanda dovrebbe diventare:

Qual è, in questo momento, la mia sfida più interessante?

Questo passaggio è molto utile. Infatti, un problema è una seccatura, mentre una sfida è qualcosa di eccitante, qualcosa che ci fa crescere. Questione di parole? Certamente. Ma come vi fa sentire la parola “problema” rispetto alla parola “sfida”?

Sarete d’accordo con me che la vibrazione cambia completamente.

Sweatcoin, pagati per camminare

Ho cominciato a provare un’app che paga per camminare. Si chiama Sweatcoin, ed il funzionamento è molto semplice: mentre camminate, l’app segna i vostri passi. Più passi fate, più Sweatcoin vi vengono assegnati. In pratica, il vostro esercizio fisico rende.

Devo ancora capire bene come funziona, ma a quanto pare Sweatcoin sta diventando virale. Anche perché, come spesso capita, ha un suo programma di affiliazione. Ovvero, se consigliate l’app a un vostro amico, vi vengono accreditati degli Sweatcoin.

Man mano che la uso, posterò le mie impressioni. Nel frattempo, se volete provarla anche voi e magari farmi sapere le vostre impressioni, vi metto là sfacciatamente il mio link di affiliazione: http://www1.sweatco.in/hi/david482076

Monopoli per millennials

Arriva una sorta di reboot anche uno dei giochi più classici del mondo, il Monopoli (o Monopoly, come viene commercializzato attualmente). Hasbro ha infatti annunciato una versione pensata per i Millennials, che notoriamente hanno un pessimo rapporto con il denaro.

Monopoly for Millennials sarà incentrato più sull’ accumulo di esperienze che di denaro.  Ad esempio, Parco della Vittoria è diventato un “Festival musicale di tre giorni”. Ironica la confezione, dove Mr. Monopoly si fa un selfie, e il motto  “Dimenticate il mercato immobiliare, tanto non potete permettervelo”.

E’ bene precisare che Monopoly for Millennials non sostituirà il gioco originale. Fa solo parte delle ormai tantissime versioni alternative che Hasbro produce ogni anno. La differenza sta nel ribaltamento del senso del gioco, in linea con la filosofia un po’ new age secondo la quale le esperienze e la conoscenza del mondo valgono più del denaro.

Idea che mi trova completamente d’accordo.Più si impara, più possibilità abbiamo di cavarcela nella vita. Con il denaro o senza.