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L’ammucchiata dei problemi

compass-152121_640Ci sono persone che vivono immerse nei problemi Si alzano pensando ai problemi, vivono la loro giornata in preda ai problemi, vanno a letto e faticano ad addormentarsi perché pensano ai problemi.

Soprattutto, abbiamo spesso la percezione di non avere un solo problema, ma una specie di ammucchiata di problemi che si intorcinano e si avvolgono l’uno sull’altro fino a formare una matassa intricata, che sembra pesare come il piombo.

In alcuni casi si arriva alla “disperazione“, cioè alla non-speranza, ovvero alla sensazione che non ci sia alcuna via d’uscita dai nostri problemi.

La mia esperienza mi suggerisce che hanno ragione quegli autori secondo i quali (a) i “problemi” sono piuttosto delle “sfide” che la vita ci pone (b) le sfide “grosse” possono sempre essere suddivide in sfide più piccole e più maneggevoli.

Risolvere i problemi significa metterli in fila. Possibilmente in ordine di priorità, così da poterli risolvere uno alla volta oppure ridurli in problemi più piccoli.

Ecco che allora la matassa di cui parlavamo diventa decisamente più leggera. E si sperimenta un curioso fenomeno. Laddove prima eravamo in una spirale distruttiva,  verso il basso, adesso imbocchiamo una spirale positiva, verso l’alto.

Man mano che procediamo su questa linea, ecco che i problemi che prima ci sembravano enormi diventano molto più gestibili. Ci avviamo a diventare protagonisti della nostra vita. Il che, secondo me, dovrebbe essere l’obiettivo primario di ciascuno di noi.

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I periodi (cosiddetti) “difficili”

A volte colgo una sottile ironia della vita. A molti (me compreso) capita di essere ottimista quando le cose vanno “bene” (cioè, come voglio io) e pessimista quando vanno “male” (cioè, diversamente da come voglio io). Ora, faccio questa riflessione: a cosa diamine ci serve essere ottimisti se va tutto come vogliamo noi? Viceversa, a cosa serve stare male se abbiamo dei problemi?

Da quando ho cominciato a interessarmi di reality transurfing ho visto confermata un’idea che già stavo coccolando da tempo: non conta tanto quello che ci succede, ma conta moltissimo come reagiamo. Di più: il “tono” dei nostri pensieri

Se vogliamo creare una realtà diversa, più appagante, serve a poco continuare a pensare a quello che ci succede intorno. Vi dirò di più.  Quando attraversiamo dei periodi cosiddetti “difficili”, generalmente impariamo qualcosa su noi stessi. Possiamo anche avere l’occasione di apprendere come risolvere problemi.

Sono infatti sempre più convinto che saper risolvere problemi sia più importante che avere sicurezze. Anche perché sembra non esistere niente di simile a una sicurezza. Tutto quello che costruiamo può essere distrutto da un momento all’altro.

Possiamo trovarci senza soldi, senza amore, senza salute. Ma se sappiamo come li abbiamo “costruiti” una volta, possiamo rimetterli in piedi infinite volte.  Questo accade quando approfittiamo dei periodi (cosiddetti) difficili per apprendere soluzioni nuove.

L’asino nel pozzo

Storiella sentita e risentita, ma che è sempre interessante… volendo vi metto anche la versione video. 

Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne.

L’asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi.

Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l’asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che
il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l’animale dal pozzo. Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l’asino.

Ognuno di loro prese quindi un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo.

L’asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto.

Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.

Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra.

In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l’asino riuscì ad arrivare fino all’imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando.

La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra.
Principalmente se sarai dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.

Ricorda le cinque regole per essere felice:

1- Libera il tuo cuore dall’odio.

2- Libera la tua mente dalle preoccupazioni.

3- Semplifica la tua vita.

4- Da’ di più e aspettati meno.

5- Ama di più e… accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.