Due domande fondamentali

A mio parere, ci sono due domande che è opportuno farsi spesso. Due domande che possono davvero cambiare il nostro focus, rendendolo molto più acuto. E’ un modo come un altro, in definitiva, per vedersi da fuori, per prendere coscienza di come siamo fatti e, eventualmente, decidere di lavorarci su.

Le due domande sono:

  1. Che cosa stiamo facendo? 2. Perché lo stiamo facendo?

Il primo passo, ovviamente, è prendere coscienza di quello che stiamo facendo. Può sembrare banale, ma non lo è. La maggior parte del tempo la passiamo a compiere azioni e avere pensieri in modo del tutto automatico, per abitudine. Intendiamoci, questo fatto non è del tutto negativo. Le abitudini ci aiutano a non diventare come il millepiedi della favola che a un certo punto si rovinò la vita cominciando a pensare a quale piede doveva mettere avanti per primo. Tuttavia, accade spesso un fatto strano assai: anche quando le condizioni cambiano, e certe abitudini diventano non solo inutili, ma addirittura dannose, tendiamo a mantenerle. Occorre, dunque, che ogni tanto procediamo a una revisione della routine.

La revisione della routine di cui sopra ci porta inevitabilmente al secondo passo: chiederci perché facciamo le cose, ovvero a riesaminare le nostre motivazioni, ma soprattutto i nostri valori, cioè, quello che andiamo cercando, quello che maggiormente vogliamo dalla nostra vita. Già, perché è importante capire chi siamo e cosa vogliamo. Pare che da queste verifiche dipenda un tantino la qualità della nostra vita. Se seguiamo i nostri valori, “rischiamo” di essere felici. Se invece li perdiamo di vista, può arrivare un momento in cui ci sentiamo come nel film Il giorno della marmotta. Ovvero, abbiamo l’impressione che le giornate si ripetano pressoché uguali l’una all’altra, senza grande costrutto.

Ovviamente, si tratta di una nostra impressione, dovuta al fatto che abbiamo perso di vista l’ideale. Non sappiamo, o meglio non siamo più coscienti di quello che vogliamo, magari perché, presi dalla corsa del criceto, disperiamo di poterlo mai ottenere. Le due domande di cui abbiamo parlato possono aiutarci a riallineare le nostre energie, facendoci riprendere il cammino verso la realizzazione di noi stessi.

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