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Perfezionismo? No grazie

perfectionIl perfezionismo, ovvero la pretesa che tutto vada secondo le proprie aspettative, spesso fa più danni della grandine.

Certo, è cosa buona e giusta avere degli obiettivi. E anche perseguirli con una certa determinazione, in modo da uscire dalla nostra zona di comfort.

Il problema,  a mio parere, sorge quando ci dimentichiamo che il fallimento non esiste. Quando pensiamo che stiamo fallendo, in realtà siamo in una fase di apprendimento. Stiamo imparando.

Spesso non tolleriamo queste lezioni. Vorremmo che il raggiungimento delle nostre mete fosse lineare e senza inciampi. Il che non è possibile. E, se accadesse, non avremo imparato quello che serve. Se per caso raggiungiamo ciò che vogliamo, siamo soggetti a perderlo facilmente perché non sappiamo come mantenerlo

Il perfezionismo, poi,  è nemico giurato della flessibilità, ovvero la capacità di trovare leve positive in qualsiasi situazione. Pretendiamo che le cose vadano in una certa maniera, e solo in quella.

Dal momento che l’esito favorevole è uno solo, e quelli possibili sono molti,  ecco che abbiamo più possibilità di essere delusi che di essere soddisfatti.

Se invece riusciamo ad avere quel tot di flessibilità necessario per trasformare i “fallimenti” in esperienze, ecco che aumentiamo di parecchio le nostre possibilità di riuscita.

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Benedetto sia l’ostacolo

256px-osaka07_d1m_w3000m_steeplechase_heatAffrontate gli ostacoli, agite. Vi rendere conto che non hanno neanche la metà della forza che credevate che avessero. Norman Vincent Peale,Puoi se vuoi“.

Senza ostacoli non si cresce. Può sembrare un po’ un paradosso, ma una vita troppo comoda  finisce per ridurre le nostre potenzialità. L’ostacolo può essere  fastidioso, ma ci costringe ad uscire dalla nostra zona di comfort.

Ripenso agli esami dell’università. Non so come prende a voi con gli esami. Io ero sempre terrorizzato. C’erano volte in cui mi mettevo in lista, poi mi cancellavo. Però, ecco un fatto curioso. Altre volte invece andavo e lo sostenevo, sia pure con il cuore in gola.

Mi è sempre piaciuto studiare, e sono un appassionato della mia materia, quindi generalmente ne uscivo con voti discreti. Ma l’aspetto più interessante è come mi sentivo dopo. Una sensazione meravigliosa, come se camminassi a un metro dal suolo.  Avanti il prossimo! Non vedevo l’ora di sostenere un altro esame.

Questo, in genere, è l’effetto che fa superare l’ostacolo.  Prima, sembra impossibile che possiamo arrivare al traguardo. Poi, cominciamo a fare qualche piccolo passo avanti, suddividiamo la strada lunga in tratti di strada più brevi ed abbordabili, ed ecco che improvvisamente ci voltiamo, e ci rendiamo conto che abbiamo percorso tutta la strada lunga.

Questo naturalmente se accettiamo di uscire dalla nostra zona di comfort. Insomma, se siamo disponibili a metterci in gioco costantemente. Altrimenti? Qualcuno potrà pensare che restiamo dove siamo. In realtà, è come non fare mai esercizio fisico. I muscoli si atrofizzano. E non a caso Stephen Covey parla di muscoli proattivi.

Foto di Eckhard Pecher (Arcimboldo) (Own work) [CC BY 2.5 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.5)], via Wikimedia Commons