La traccia 2

tracceQuando lavoro, ma in definitiva anche quando vivo, raramente faccio una cosa sola.

Lo so bene che bisognerebbe essere focalizzati e bla bla bla. E in effetti, più siamo focalizzati meglio è. Siccome però la perfezione è un ideale a cui tendere ma raramente si raggiunge, capita spesso che qualcosa di urgente si frapponga, oppure che un lavoro non quagli.

Allora trovo utile passare momentaneamente a qualcos’altro. Capita spesso che “staccare” mi sblocchi il cervello, e magari vedo una soluzione anche ovvia ma che lì per lì mi era sfuggita perché ormai mi ero incaponito su qualcosa, diventando rigido e di conseguenza incapace di aprirmi a soluzioni creative.

Questo funziona anche, e soprattutto, quando ci troviamo in situazioni in cui  non sappiamo che pesci prendere. Sì, perché sono convinto che  vi dice che le persone motivate non si sentono mai smarrite menta sapendo di mentire. Ci sono situazioni in cui abbiamo la sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato.

In questo caso abbiamo due possibili scelte:  la prima è quella di crogiolarci nel dolore, perdendo così tempo ed energia. La seconda è quella di capire cos’è successo, trarne una lezione per il futuro e lasciar andare.

La seconda scelta non è immediata, è graduale, e comporta un certo impegno. Qui viene utile il concetto di cui abbiamo parlato finora. Ogni tanto capita che  proviamo dolore, ma possiamo imparare a metterlo sulla traccia 2, e quindi a proseguire con la nostra vita, esplorando altre possibilità.

 

Migliorare la qualità dei nostri pensieri

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Mi capita a volte di pensare che non sto andando da nessuna parte, o magari addirittura di convincermi che sto andando dalla parte sbagliata. Il punto è che la situazione in cui mi trovo è generata dalle mie scelte, e le mie scelte nascono a loro volta dai miei pensieri.

Quindi, è importante che io stia molto, molto attento alla qualità dei miei pensieri. All’inizio mi sembrava paradossale, ma ne sono sempre più convinto: più è complicata la situazione in cui mi trovo, più è importante che la qualità dei miei pensieri sia la migliore possibile.

Ho scritto volutamente “la migliore possibile”, perchè spesso ho lasciato perdere a causa del mio innato perfezionismo.

Infatti, molto spesso mi sono fatto trasportare dalla tendenza al pessimismo perchè fondamentalmente la trovo più comoda. Se penso che comunque tutto andrà nel peggiore dei modi possibile, ecco che sono sollevato dalla mia respons-abilità, dalla mia capacità di rispondere in modo costruttivo a quello che mi succede.

In sostanza, mi sto convincendo sempre di più di due cose:

Migliorare la qualità dei pensieri non dipende dai risultati, anzi è la base per ottenerli in futuro. A cosa serve l’ottimismo quando tutto va bene? Dobbiamo essere capaci di aver fede soprattutto quando le cose vanno “male” (cioè, diversamente da come vogliamo noi).

Migliorare la qualità dei nostri pensieri è un’abitudine che può essere acquisita. Esattamente come si fa in palestra, possiamo cominciare con pesi piccolissimi per passare poi a pesi sempre più corposi. Fino a diventare dei veri campioni.

Pura intenzione

frecciaDovremmo arrivare ad essere pura intenzione, andare costantemente verso i nostri obiettivi, conservando del passato solo i ricordi che ci aiutano a progredire. Sembra facile, e lo è, se decidiamo di cominciare e persistiamo fino ad arrivarci.

Può sembrare strano, ma se ci si pensa tutto torna: la situazione in cui viviamo è il risultato delle scelte che abbiamo fatto finora. Le scelte che abbiamo fatto finora sono il risultato dei pensieri che ci sono passati per la testa. Ne deriva che se cambiamo i pensieri finiremo per cambiare anche la situazione, perché faremo scelte diverse.

Quindi, può convenire pensare che, qualunque sia la situazione, noi lavoreremo per migliorarla, sia pure di poco, di pochissimo. Anche perché, migliora di poco oggi, migliora di poco domani, potremmo presto voltarci, e stupirci di quanta strada abbiamo fatto.