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L’ammucchiata dei problemi

compass-152121_640Ci sono persone che vivono immerse nei problemi Si alzano pensando ai problemi, vivono la loro giornata in preda ai problemi, vanno a letto e faticano ad addormentarsi perché pensano ai problemi.

Soprattutto, abbiamo spesso la percezione di non avere un solo problema, ma una specie di ammucchiata di problemi che si intorcinano e si avvolgono l’uno sull’altro fino a formare una matassa intricata, che sembra pesare come il piombo.

In alcuni casi si arriva alla “disperazione“, cioè alla non-speranza, ovvero alla sensazione che non ci sia alcuna via d’uscita dai nostri problemi.

La mia esperienza mi suggerisce che hanno ragione quegli autori secondo i quali (a) i “problemi” sono piuttosto delle “sfide” che la vita ci pone (b) le sfide “grosse” possono sempre essere suddivide in sfide più piccole e più maneggevoli.

Risolvere i problemi significa metterli in fila. Possibilmente in ordine di priorità, così da poterli risolvere uno alla volta oppure ridurli in problemi più piccoli.

Ecco che allora la matassa di cui parlavamo diventa decisamente più leggera. E si sperimenta un curioso fenomeno. Laddove prima eravamo in una spirale distruttiva,  verso il basso, adesso imbocchiamo una spirale positiva, verso l’alto.

Man mano che procediamo su questa linea, ecco che i problemi che prima ci sembravano enormi diventano molto più gestibili. Ci avviamo a diventare protagonisti della nostra vita. Il che, secondo me, dovrebbe essere l’obiettivo primario di ciascuno di noi.

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Come risolvere subito il 50% dei vostri problemi

3031_50_offAvete presente quelle giornate in cui sentiamo che niente va “bene” (cioè come vogliamo noi)? Abbiamo la sensazione di esserci dati un sacco da fare e di non aver ottenuto un emerito tubo. Il bello è che non sappiamo minimamente come tirarcene fuori.

Non so come la vedete voi, ma secondo me questo succede quando i “problemi” sono talmente tanti e ci assalgono contemporaneamente, tanto che non riusciamo a metterli in ordine di priorità. Allora può essere utile ridurli un tantino.

Provate a fare come ho fatto io. A un certo punto, ho deciso di essere sfigato solamente al 50%. Ho proprio immaginato un grafico animato, nel quale la mia quantità di sfiga si dimezzava, scendendo dal 100% al 50.

Banale? Certo che sì. Tuttavia, il senso di liberazione che si prova dà una spinta niente male. Pensare che alla fine non siamo così sfigati come crediamo apre la porta alla possibilità di essere anche un po’ capaci di uscire dalle difficoltà.

Occhio, non è che di colpo il mondo cambi. Però siamo cambiati noi, e saremo un po’ più capaci di cogliere opportunità che magari finora ci sono sfuggite.