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Colpa e responsabilità

fear-299679_640Sono sempre più convinto del fatto che dobbiamo imparare a distinguere tra colpa responsabilità. Spesso rifletto sulla differenza tra le due parole, e ne traggo utili indicazione per le mie azioni giorno dopo giorno.

A un certo punto della mia vita ho trovato utile analizzare le sensazioni che mi danno queste due parole. Provate per esempio a ripetervi “colpa, colpa, colpa” un tot di volte. Che sensazione provate?

Personalmente, provo oppressione, l’idea di qualcosa di irrimediabile.  Ciò che è fatto è fatto, e non si può tornare indietro.  Sarete d’accordo con me che tutto questo non è molto in linea con la crescita personale.

Passiamo invece al concetto di responsabilità. Lì per lì può sembrare simile a quello di colpa. Se lo guardiamo da vicino, invece, ecco che ci appare molto diverso. La parola infatti può essere letta come respons-abilità. Cioè, capacità di rispondere.

Rispondere a che cosa? Ovviamente, a qualsiasi tipo di situazione. Spesso, la differenza la fa come ci poniamo di fronte  a quello che ci accade.

Spesso succede che ci poniamo come vittime, cioè pensiamo che quello che ci succede semplicemente ci capita tra capo e collo. In effetti, se ci pensiamo bene, questo pensiero ci arriva quando non abbiamo ben chiaro quello che vogliamo. Ci lasciamo andare con la corrente.

Badate bene, non sto dicendo che sia sempre sbagliato. Se ci rende felici, va benissimo. Abbiamo raggiunto il successo, perché il successo è effettivamente fare quello che vogliamo. Se però sentiamo che la corrente “ci sta travolgendo”, allora forse può essere utile rivedere un attimo i nostri obiettivi.

Appunto. Essere respons-abili, cioè capaci di risposta.

 

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Menefreghismo e buonumore

keep-calm-and-non-me-ne-frega-nienteA volte mi sento dire: beato te che te ne freghi di tutto, te le fai scivolare addosso e amen. In certi casi vengo direttamente etichettato come menefreghista. Ovviamente si tratta di qualcosa di diverso. Io mi sforzo continuamente di essere di buonumore.

Il menefreghismo è quando il mondo non lo prendi minimamente in considerazione. Le cose ti accadono intorno, buone o cattive che siano, e te le lasci scivolare addosso. Non fai quello che puoi per migliorare la situazione, non impari nulla da quello che è successo.

Il buonumore, invece, è una sorta di arma totale. Non implica che te ne freghi di quello che succede. Anzi, ne puoi essere acutamente cosciente e perfino impegnarti per cercare di dare una mano a migliorare la situazione.

C’è un però. Non fai come molti che mentre cercano una soluzione si fanno prendere dello sconforto, e sprecano energie. Distingui tra le cose che puoi controllare, e quelle che invece non puoi controllare. Risolvi le prime, e non ti fai angosciare dalle seconde. Non perdi tempo ad avercela col mondo. Sai benissimo che siamo tutti respons-abili, capaci di rispondere.

Se poi da fuori appari menefreghista solo perché non tieni il broncio, pazienza.

(originale della foto: http://www.keepcalm-o-matic.co.uk/p/keep-calm-and-non-me-ne-frega-niente/)

Migliorare la qualità dei nostri pensieri

quality-assuranceMi capita a volte di pensare che non sto andando da nessuna parte, o magari addirittura di convincermi che sto andando dalla parte sbagliata. Il punto è che la situazione in cui mi trovo è generata dalle mie scelte, e le mie scelte nascono a loro volta dai miei pensieri.

Quindi, è importante che io stia molto, molto attento alla qualità dei miei pensieri. All’inizio mi sembrava paradossale, ma ne sono sempre più convinto: più è complicata la situazione in cui mi trovo, più è importante che la qualità dei miei pensieri sia la migliore possibile.

Ho scritto volutamente “la migliore possibile”, perchè spesso ho lasciato perdere a causa del mio innato perfezionismo.

Infatti, molto spesso mi sono fatto trasportare dalla tendenza al pessimismo perchè fondamentalmente la trovo più comoda. Se penso che comunque tutto andrà nel peggiore dei modi possibile, ecco che sono sollevato dalla mia respons-abilità, dalla mia capacità di rispondere in modo costruttivo a quello che mi succede.

In sostanza, mi sto convincendo sempre di più di due cose:

Migliorare la qualità dei pensieri non dipende dai risultati, anzi è la base per ottenerli in futuro. A cosa serve l’ottimismo quando tutto va bene? Dobbiamo essere capaci di aver fede soprattutto quando le cose vanno “male” (cioè, diversamente da come vogliamo noi).

Migliorare la qualità dei nostri pensieri è un’abitudine che può essere acquisita. Esattamente come si fa in palestra, possiamo cominciare con pesi piccolissimi per passare poi a pesi sempre più corposi. Fino a diventare dei veri campioni.

 

Il fallimento porta al successo

Quando si “fallisce”, cioè le cose vanno diversamente da come avremmo voluto, si impara comunque qualcosa. L’importante è scegliere di imparare cose che ampliano le nostre possibilità, che ci spingano ad agire ancora e a migliorare.

No, perché molti “imparano” che è meglio non agire e lasciarsi andare. Questo non è imparare, è piuttosto cercare delle scuse per non prendersi la responsabilità della nostra vita.

O ancora meglio, si comincia a pensare che la soluzione dei nostri problemi sia fuori di noi. O che la “colpa” della nostra situazione sia di qualcun altro…