La mente a fisarmonica

Quando ci sentiamo “stanchi” è perché la nostra mente si è ristretta. Il mondo, infatti, anzi diciamo pure l’universo, è talmente vasto che sicuramente da qualche parte esiste il verso di affrontare la sfida che stiamo affrontando e che ci fa sentire la “stanchezza”, poiché pensiamo di non poterla vincere.

La realtà è che le sfide non solo possono essere vinte, ma vincerle vuol dire anche acquisire nuove abilità che ci aiuteranno in futuro ad affrontarne di ancora più grandi. Come si può dunque procedere quando sentiamo che una sfida “appare”, e ripeto appare, come dire, più grande di noi?

Possiamo allargare la mente. Ed il primo passo è prendere coscienza del fatto che la pesantezza della sfida è solo una nostra opinione. E’ dentro di noi. In realtà ci sono persone per le quali la nostra “sfida epocale” è qualcosa che non prenderebbero nemmeno in considerazione.

Quindi, possiamo guardarci intorno con fiducia, ed essere creativi. Sicuramente ci sono più soluzioni in giro di quelle che abbiamo preso in considerazione. Alziamo il sedere dalla sedia. Prendiamo la sfida e facciamoci amicizia. Informiamoci, leggiamo, chiediamo ed ascoltiamo. A un certo punto, ecco che la nostra mente si allargherà così tanto che “inciamperemo” nella soluzione. E di colpo, la nostra sfida non ci sarà più. O, per essere più precisi, l’avremo superata.

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L’ammucchiata dei problemi

compass-152121_640Ci sono persone che vivono immerse nei problemi Si alzano pensando ai problemi, vivono la loro giornata in preda ai problemi, vanno a letto e faticano ad addormentarsi perché pensano ai problemi.

Soprattutto, abbiamo spesso la percezione di non avere un solo problema, ma una specie di ammucchiata di problemi che si intorcinano e si avvolgono l’uno sull’altro fino a formare una matassa intricata, che sembra pesare come il piombo.

In alcuni casi si arriva alla “disperazione“, cioè alla non-speranza, ovvero alla sensazione che non ci sia alcuna via d’uscita dai nostri problemi.

La mia esperienza mi suggerisce che hanno ragione quegli autori secondo i quali (a) i “problemi” sono piuttosto delle “sfide” che la vita ci pone (b) le sfide “grosse” possono sempre essere suddivide in sfide più piccole e più maneggevoli.

Risolvere i problemi significa metterli in fila. Possibilmente in ordine di priorità, così da poterli risolvere uno alla volta oppure ridurli in problemi più piccoli.

Ecco che allora la matassa di cui parlavamo diventa decisamente più leggera. E si sperimenta un curioso fenomeno. Laddove prima eravamo in una spirale distruttiva,  verso il basso, adesso imbocchiamo una spirale positiva, verso l’alto.

Man mano che procediamo su questa linea, ecco che i problemi che prima ci sembravano enormi diventano molto più gestibili. Ci avviamo a diventare protagonisti della nostra vita. Il che, secondo me, dovrebbe essere l’obiettivo primario di ciascuno di noi.