La Matassa

Una metafora interessante che ho sviluppato negli ultimi giorni: tra i vari lavori casalinghi, mi è capitato di dover selezionare alcuni cavi elettrici di varia natura. I cavi in questione erano aggrovigliati in una matassa inestricabile, ed è sempre stato per me un mistero come possano crearsi grovigli di questo genere

A parte questo, fatto sta che davanti a questo intrico, lo confesso, la mia motivazione è andata a farsi un po’ benedire. Come potevo mai affrontare un lavoraccio del genere?

Siccome però il nostro cervello è una vera e propria macchina che a domanda risponde, ecco che mi sono ricordato un dettaglio non da poco: cribbio, ma non sono proprio io quello che tiene un blog dove pontifica sull’utilità di dividere un grosso obiettivo in obiettivi più piccoli, fino a trovare qualcosa che si possa fare adesso?

E dunque, non mi rimaneva altro da fare che trovare un modo di rendere gestibile la matassa. Prendo una delle parti terminali di uno dei cavi aggrovigliati e comincio a tirare leggermente… Nulla. Eppure, a questo punto ne sono certo: così come si sono formati, in qualche modo i grovigli dovranno pure sciogliersi.

Mi dico: torniamo ai fondamentali. E’ vero che questo cavo non si districa. Ma se ne provo abbastanza, qualcosa dovrebbe succedere. E infatti. Ecco che dopo un paio di tentativi, qualcosa succede. Un cavo si districa dalla matassa. Wow!

A questo punto, è fatta. Con un po’ di pazienza, la matassa è destinata a scomparire, per lasciare posto a una serie ordinata di cavi. Allo stesso modo, possiamo districare le sfide che ci appaiono un tantino aggrovigliate.

La mente a fisarmonica

Quando ci sentiamo “stanchi” è perché la nostra mente si è ristretta. Il mondo, infatti, anzi diciamo pure l’universo, è talmente vasto che sicuramente da qualche parte esiste il verso di affrontare la sfida che stiamo affrontando e che ci fa sentire la “stanchezza”, poiché pensiamo di non poterla vincere.

La realtà è che le sfide non solo possono essere vinte, ma vincerle vuol dire anche acquisire nuove abilità che ci aiuteranno in futuro ad affrontarne di ancora più grandi. Come si può dunque procedere quando sentiamo che una sfida “appare”, e ripeto appare, come dire, più grande di noi?

Possiamo allargare la mente. Ed il primo passo è prendere coscienza del fatto che la pesantezza della sfida è solo una nostra opinione. E’ dentro di noi. In realtà ci sono persone per le quali la nostra “sfida epocale” è qualcosa che non prenderebbero nemmeno in considerazione.

Quindi, possiamo guardarci intorno con fiducia, ed essere creativi. Sicuramente ci sono più soluzioni in giro di quelle che abbiamo preso in considerazione. Alziamo il sedere dalla sedia. Prendiamo la sfida e facciamoci amicizia. Informiamoci, leggiamo, chiediamo ed ascoltiamo. A un certo punto, ecco che la nostra mente si allargherà così tanto che “inciamperemo” nella soluzione. E di colpo, la nostra sfida non ci sarà più. O, per essere più precisi, l’avremo superata.

L’asino nel pozzo

Storiella sentita e risentita, ma che è sempre interessante… volendo vi metto anche la versione video. 

Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne.

L’asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi.

Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l’asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che
il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l’animale dal pozzo. Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l’asino.

Ognuno di loro prese quindi un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo.

L’asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto.

Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.

Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra.

In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l’asino riuscì ad arrivare fino all’imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando.

La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra.
Principalmente se sarai dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.

Ricorda le cinque regole per essere felice:

1- Libera il tuo cuore dall’odio.

2- Libera la tua mente dalle preoccupazioni.

3- Semplifica la tua vita.

4- Da’ di più e aspettati meno.

5- Ama di più e… accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.