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Perfezionismo? No grazie

perfectionIl perfezionismo, ovvero la pretesa che tutto vada secondo le proprie aspettative, spesso fa più danni della grandine.

Certo, è cosa buona e giusta avere degli obiettivi. E anche perseguirli con una certa determinazione, in modo da uscire dalla nostra zona di comfort.

Il problema,  a mio parere, sorge quando ci dimentichiamo che il fallimento non esiste. Quando pensiamo che stiamo fallendo, in realtà siamo in una fase di apprendimento. Stiamo imparando.

Spesso non tolleriamo queste lezioni. Vorremmo che il raggiungimento delle nostre mete fosse lineare e senza inciampi. Il che non è possibile. E, se accadesse, non avremo imparato quello che serve. Se per caso raggiungiamo ciò che vogliamo, siamo soggetti a perderlo facilmente perché non sappiamo come mantenerlo

Il perfezionismo, poi,  è nemico giurato della flessibilità, ovvero la capacità di trovare leve positive in qualsiasi situazione. Pretendiamo che le cose vadano in una certa maniera, e solo in quella.

Dal momento che l’esito favorevole è uno solo, e quelli possibili sono molti,  ecco che abbiamo più possibilità di essere delusi che di essere soddisfatti.

Se invece riusciamo ad avere quel tot di flessibilità necessario per trasformare i “fallimenti” in esperienze, ecco che aumentiamo di parecchio le nostre possibilità di riuscita.

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Migliorare la qualità dei nostri pensieri

quality-assuranceMi capita a volte di pensare che non sto andando da nessuna parte, o magari addirittura di convincermi che sto andando dalla parte sbagliata. Il punto è che la situazione in cui mi trovo è generata dalle mie scelte, e le mie scelte nascono a loro volta dai miei pensieri.

Quindi, è importante che io stia molto, molto attento alla qualità dei miei pensieri. All’inizio mi sembrava paradossale, ma ne sono sempre più convinto: più è complicata la situazione in cui mi trovo, più è importante che la qualità dei miei pensieri sia la migliore possibile.

Ho scritto volutamente “la migliore possibile”, perchè spesso ho lasciato perdere a causa del mio innato perfezionismo.

Infatti, molto spesso mi sono fatto trasportare dalla tendenza al pessimismo perchè fondamentalmente la trovo più comoda. Se penso che comunque tutto andrà nel peggiore dei modi possibile, ecco che sono sollevato dalla mia respons-abilità, dalla mia capacità di rispondere in modo costruttivo a quello che mi succede.

In sostanza, mi sto convincendo sempre di più di due cose:

Migliorare la qualità dei pensieri non dipende dai risultati, anzi è la base per ottenerli in futuro. A cosa serve l’ottimismo quando tutto va bene? Dobbiamo essere capaci di aver fede soprattutto quando le cose vanno “male” (cioè, diversamente da come vogliamo noi).

Migliorare la qualità dei nostri pensieri è un’abitudine che può essere acquisita. Esattamente come si fa in palestra, possiamo cominciare con pesi piccolissimi per passare poi a pesi sempre più corposi. Fino a diventare dei veri campioni.