Com’è bella l’avventura…

Com’è bella l’avvventura/ Senza ieri né domani/ tutto il mondo tra le mani/ e la voglia di cantar…..  (Domenico Modugno)

Se ci sentiamo annoiati è probabilmente perché abbiamo perso il senso dell’avventura. Probabilmente abbiamo raggiunto, o pensiamo di aver raggiunto, una certa stabilità. Il che è ottima cosa.

Poi però abbiamo cominciato ad aver paura di perderla. E questa invece non è una buona idea. Perché invece di goderci quello che abbiamo raggiunto cominciamo ad andare in ansia per mantenerlo. Il risultato è che più otteniamo, più diventiamo ansiosi.

Il punto è che, che noi ci preoccupiamo o meno, le cose accadono. Ed anzi, se ci preoccupiamo molto, tenderanno ad accadere cose che interpreteremo come negative. Il gioco è abbastanza semplice. Io voglio un determinato risultato, e lo voglio in quel modo, e in nessun altro.

Voi capite bene che questa è l’esatta definizione dell’essere rigidi. Ora, quando il vento soffia forte, le canne rigide si spezzano. Perché se hai un solo modo di essere gioioso, sarà molto probabile che ti ritrovi triste.

Del resto, quando uno non ha più problemi si dice che è arrivatoArrivato dove? Arrivare vuol dire che il cammino è terminato. Si è instaurata una routine, un processo per il quale ogni giorno somiglia a quello precedente.

Tutto molto rassicurante, e forse anche piacevole per un po’. Poi però ci si rende conto che non stiamo più imparando che non ci sono più stimoli. E poiché l’essere umano è fatto per apprendere continuamente cose nuove, ecco che ci ritroviamo con quello strano senso di vuoto, che in ultima analisi ci segnala che abbiamo smesso di crescere.

Allora qual è il rimedio? Ritrovare il senso dell’avventura. Ovvero, ritrovare la consapevolezza che tutto cambia continuamente,  e che magari il bello della vita non è non avere problemi, ma diventare capaci di risolvere problemi sempre più complessi.

Il muscolo dell’amore

No, fermi lì. Nonostante il titolo, qui non si parla di sesso. O meglio, magari il concetto che vado ad esprimere nelle righe seguenti può essere d’aiuto anche in quel senso, ma principalmente voglio parlare di un’interessante scoperta che ho fatto.

Lo spunto me l’ha dato un articolo di Leo Babauta, dove il coach parla proprio di esercitare questo muscolo dell’amore. Come si fa a trovarlo? Babauta suggerisce di pensare alla persona che amiamo di più. Sicuramente in noi nasceranno sentimenti amorevoli. Dove si collocano nel nostro corpo?  Dove li “sentiamo” fisicamente?

Quel punto del nostro corpo è ciò che possiamo chiamare il nostro “muscolo dell’amore“. Babauta suggerisce di esercitarlo tutti i giorni, attivandolo nei confronti di qualcuno che magari non amiamo particolarmente, oppure di aspetti della nostra vita che magari non ci fanno esattamente i salti di gioia.

Ci ho provato, e devo dire che i risultati sono stati notevoli. Molte faccende che sembravano complicatissime hanno cominciato a semplificarsi. Ma sopratutto, ho sperimentato una chiarezza di intenti  e di obiettivi molto superiore rispetto alla media.

Tanto per cominciare, ho trovato l’ispirazione per l’articolo che state leggendo.

Pura intenzione

frecciaDovremmo arrivare ad essere pura intenzione, andare costantemente verso i nostri obiettivi, conservando del passato solo i ricordi che ci aiutano a progredire. Sembra facile, e lo è, se decidiamo di cominciare e persistiamo fino ad arrivarci.

Può sembrare strano, ma se ci si pensa tutto torna: la situazione in cui viviamo è il risultato delle scelte che abbiamo fatto finora. Le scelte che abbiamo fatto finora sono il risultato dei pensieri che ci sono passati per la testa. Ne deriva che se cambiamo i pensieri finiremo per cambiare anche la situazione, perché faremo scelte diverse.

Quindi, può convenire pensare che, qualunque sia la situazione, noi lavoreremo per migliorarla, sia pure di poco, di pochissimo. Anche perché, migliora di poco oggi, migliora di poco domani, potremmo presto voltarci, e stupirci di quanta strada abbiamo fatto.