Archivi tag: Network Marketing

Network Marketing: Lista nomi, sì o no?

Spesso quando iniziamo un’attività di Network Marketing ci viene suggerito di scrivere una lista nomi.

Secondo alcuni, si tratta di un metodo ormai obsoleto. Si sostiene, dal momento che esiste Internet, che bisognerebbe piuttosto sviluppare quello che si chiama un personal brand, ovvero aprire una pagina o un profilo social su Internet, fare dei video e presentarsi come esperto del settore, e raccogliere nominativi di persone interessate (in target) attraverso un modulo o quello che viene chiamato un funnel, ovvero una filiera di link che porta l’utente a lasciare il suo contatto.

Personalmente, sto cominciando appena ora a testare questo approccio, quindi non so che dire. Può darsi che funzioni quando ormai sappiamo molto del business, tanto da saperlo spiegare in modo sintetico. Prometto che man mano che vado avanti vi tengo informati su come butta.

Ma, che dire di coloro che stanno appena iniziando? Che sanno poco o nulla del business, nagari qualcosina dei prodotti? Per queste persone, mi permetto di dire che quello di scrivere una lista nomi è un suggerimento molto saggio, perché ci aiuta a focalizzarci, e dunque ad aumentare le nostre possibilità di successo. Quando rileggiamo la nostra lista nomi ci vengono in mente persone a cui magari non pensiamo spesso, e come sappiamo ogni contatto può essere quello che fa la differenza.

Certo, può capitare che la lista nomi “finisca”, cioè, che non siamo più capaci di aggiungerci nomi. Non dovrebbe succedere, perché dai no delle presentazioni dovremmo quantomeno ottenere altri nominativi. Nella pratica, non sempre è così, e si arriva talvolta ad esaurire il cosiddetto “mercato caldo“, quello di parenti, amici e conoscenti. In questo caso, il suggerimento che mi sento di dare è quello di sviluppare la propria capacità di conoscere persone nuove, e allo stesso tempo le capacitò di ascolto.

Ascoltando, ci accorgeremo che spesso le persone finiscono per contattarsi da sole. Cominciano a parlare di come sia difficile arrivare a fine mese, di quanto vorrebbero fare un viaggio ma non se lo possono permettere etc.

Quello è il momento di fare il contatto. Senza aspettative di alcun tipo, perché il nostro lavoro è contattare. Tutto il resto lo deve fare l’altra persona. E’ lei che deve valutare l’opportunità, ed eventualmente decidere di coglierla, con tutto ciò che questo comporta, ovvero consumare i prodotti, condividere i prodotti, condividere l’opportunità, venire agli incontri e formarsi con audio e libri.

Tutto questo in attesa che, magari, facendo dei video su Internet arrivino frotte di email da persone che non vedono l’ora di fare business con noi. Quando saremo in grado di costruire un personal brand online….

 

Annunci

Network Marketing: “convincere” le persone?????

megaphone-297467_640

L’altro giorno un navigatore di Internet ha commentato un mio video su Youtube, affermando: “sono molto ostico come potenziale cliente“.

Mi sono chiesto: e quindi?

Cosa vuol dire “essere ostico come potenziale cliente?”

Vuol probabilmente dire che la persona pensa: adesso cercherai di convincermi a comprare i tuoi prodotti.

Questa è purtroppo la fama,  la nomea che il Network Marketing si è fatto in giro. Non so come mai. Probabilmente qalcuno era molto molto entusiasta, e gli sarà magari capitato di esagerare un tantino con il follow-up, fino quasi a trasformarlo in stalking. Una volta che si sono presentati prodotti e/o opportunità a una persona la si bombarda di telefonate, messaggini e così via, dando per scontato che deve aderire al nostro invito. Anche quando ci hanno detto un NO grosso come una  casa.

Ma, funziona un approccio del genere? A mio modesto avviso, no. Ci sono modi molto migliori di passare il tempo. Non siamo certo noi a convincere le persone, devono convincersi da sole toccando con mano.

Si torna sempre alla metafora del mazzo di carte. Non spetta a noi decidere se la persona farà l’attività o meno, e neppure se raggiungerà i propri obiettivi con la nostra attività o in altro modo. Noi possiamo semplicemente proporre, con il maggiore entusiasmo possibile. Se dall’altra parte il messaggio non viene recepito, vuol semplicemnet dire che abbiamo pescato un due, un tre o un cinque.  Noi cerchiamo gli assi, e di conseguenza noi non ci resta  che continuare a girare  le carte,  fin quando non troviamo gli assi.

Se vuoi saperne di più su come il Network Marketing può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi scrivimi a notiziedalivorno(at)gmail.com

 

 

 

Network Marketing: Parla di meno, con più persone

blablablaQuanto tempo ed energie se vanno parlando troppo con persone che non ne vogliono sapere di fare Network Marketing? Quantità industriali.

Certo, è una bella cosa essere entusiasti della nostra attività e cercare  di trasmettere il nostro entusiasmo a chi abbiamo di fronte, ma dobbiamo anche considerare che non tutti siamo uguali.

Noi abbiamo preso la decisione di usare il network marketing per cambiare la nostra vita, ma altre persone potrebbero non vederla nello stesso modo. E non sarà certo la quantità di informazione che rovesciamo addosso al malcapitato di turno a fargli cambiare idea.

Anzi, potremmo ottenere l’effetto opposto. Dopo il “trattamento” è possibile che il nostro interlocutore non ne voglia più sapere, non solo dell’attività,  ma neanche di noi. Il che non è certo un bel risultato, per un’attività che vive di relazioni.

Quante volte mi è capitato di fare presentazioni del business lunghissime, anche quando era evidente che il mio interlocutore stava morendo di noia? Forse, ma solo forse, era il caso di lasciar perdere, e usare quel tempo per fare un contatto o lavorare sulla lista nomi.

Dobbiamo allora capire che non tutti faranno questa attività,  o meglio non tutti sono pronti a farla nel momento in cui gliela proponiamo.

Come sempre, si tratta di un gioco di numeri. Se concepiamo la nostra lista nomi come un mazzo di carte,  più contatti facciamo, più è probabile che trovi il mio “asso”.

Ne deriva che la cosa migliore è parlare di meno, con più persone. Ovvero: quando contattiamo, o facciamo una presentazione, non diamo troppe informazioni, se il nostro interlocutore non si mostra curioso di approfondire. Se non c’è interesse, lasciamo perdere quella persona, almeno per ora, e next. Passiamo alla prossima.

Come essere pagati dal supermercato

carrello-spesaQuando andiamo al supermercato, accade spesso che ci siano delle promozioni. Ovvero: se compri dieci scatole di pomodori, ti do un cucchiaino. Il supermercato usa questi meccanismi, come si dice in gergo, per fidelizzare il cliente, ovvero far sì che torni ad acquistare più e più volte.

Certamente, il cucchiaino vi sarà utile, non discuto. Ma che ne direste se, per esempio, dopo dieci scatole di pomodori vi rendessero cinquanta centesimi in contanti?

Non c’è dubbio che sarebbero più utili del cucchiaino. Infatti, potete usarli per comprare il cucchiaino, o magari un cucchiaino che vi piace di più, oppure comprare qualcos’altro che vi serve più del cucchiaino.

Naturalmente questo il supermercato non può farlo. Sia per motivi contabili, sia perché il cucchiaino, che per voi “vale” cinquanta centesimi, al supermercato ne costa magari dieci. Dieci centesimi di spesa per loro, cinquanta centesimi di valore percepito per voi.

Che ne direste però se il supermercato, quando avete comprato un tot di merce, vi rimborsasse una parte di quello che avete speso? Poniamo che, quando arrivate a duecentocinquanta euro di spesa, ve ne rimborsasse cinque in contantii?

Che ne direste poi se il vostro supermercato vi pagasse anche per la spesa di qualcun’altro? Proprio così. Voi presentate un amico al supermercato, e per questo v i viene riconosciuta una percentuale. E questo per  ogni amico che presentate. E anche per ogni amico che questo amico presenta, e anche sull’amico che l’amico del vostro amico presenta. e così via all’infinito.

Come dite? In questo modo si potrebbe arrivare a guadagnare anche bene? Potrebbe diventare una fonte di reddito interessante? Certo che sì!

Ebbene, questa cosa che sembra troppo bella per essere vera esiste Si chiama Network Marketing (Marketing in Rete) o Multi Level Marketing (Marketing Multi Livello).  Esiste dalla fine degli anni Cinquanta, e ha dato sicurezza e stabilità a molte persone.

Il meccanismo è abbastanza semplice, come avete visto. Si tratta di cambiare supermercato, passando da quello che vi regala  un cucchiaino a quello che vi può fornire soldi sonanti e ballanti.

Se vuoi saperne di più contattami al mio indirizzo email: notiziedalivorno@gmail.com.

 

Network Marketing: noi siamo liberi, loro sono liberi

(Fonte  Immagine: https://www.flickr.com/photos/nicokaiser/6185983773)

aquilaNon abbiamo il potere di convincere nessuno. Questa, a mio parere, dovrebbe essere una delle prime convinzioni che dovrebbe sviluppare chi fa network marketing. Può sembrare una convinzione limitante, ma non lo è. Perché ci libera dall’obbligo di far entrare le persone quando facciamo loro il piano marketing.

Il network marketing, come del resto ogni attività commerciale (o umana) è un gioco di numeri. Più persone raggiungiamo, più è probabile che troveremo le nostre prime linee, e tra queste i nostri leader. La fregatura arriva quando pregiudichiamo. Ovvero, “decidiamo” che quella  specifica persona deve entrare in attività e deve diventare un leader.

L’abbiamo deciso noi. Ma cosa ne pensa quella persona? E se per caso non fosse d’accordo? Se magari fosse anche interessata, ma non fosse il suo momento?  Non trovate che sarebbe energia sprecata cercare di farla diventare un leader a forza? E d’altra parte, forse sarebbe bene impiegare quell’energia nel proporre la nostra opportunità ad altra persone?

In altre parole, trovo che il nostro tempo e la nostra energia siano troppo preziosi per usarle in qualcosa di improduttivo come cercare di convincere chi non è convinto. Naturalmente,  è u altro paio di maniche quando la persona ci fa domande, chiede aiuto, viene agli incontri eccetera. Ovvio che in questo caso bisogna essere disponibili.  Ma in caso contrario… Next. 

 

 

Network Marketing: importanza degli incontri

incontroSpesso capita che le prime linee fresche di sponsorizzazione ti chiedano: “ma come mai vai sempre all’Open?”. La sottodomanda è: ma non basta andarci una volta?

La risposta che io do in genere è che gli incontri sono fondamentali. Questo per una serie di motivi:

  1. Dobbiamo formarci sia sui prodotti che sul piano di marketing. Certo, ci sono gli audio e i video. All’Open tuttavia abbiamo sempre informazioni aggiornate sui nuovi prodotti, sulle offerte e così via. Potremmo anche andare sui sito dell’azienda per questo, ma avere a disposizione i leader per eventuali domande veloci è sempre una buona cosa.
  2. Il sistema degli incontri, dall’Open settimanale al Seminario ogni trimestre, serve come acceleratore per la nostra attività. Specialmente quando la facciamo associandola a un altro lavoro, non abbiamo molto tempo per fare piani marketing a una persona alla volta. Molto meglio portare più persone all’Open, dove un leader esperto presenterà loro l’attività. Poi, per ciascuno massima libertà di decidere.
  3. Andare agli incontri significa fare gruppo, creare l’energia giusta perché la nostra attività proceda. Quando andiamo all’Open, e ancora di più al Seminario, vediamo il sistema all’opera, e acquisiamo maggiore consapevolezza di come funziona il nostro business. Senza contare che ci motiviamo a vicenda, il che fa partire un circolo virtuoso. Torniamo a casa più carichi, e con questa maggiore energia tendiamo ad ottenere risultati sempre maggiori.