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Menefreghismo e buonumore

keep-calm-and-non-me-ne-frega-nienteA volte mi sento dire: beato te che te ne freghi di tutto, te le fai scivolare addosso e amen. In certi casi vengo direttamente etichettato come menefreghista. Ovviamente si tratta di qualcosa di diverso. Io mi sforzo continuamente di essere di buonumore.

Il menefreghismo è quando il mondo non lo prendi minimamente in considerazione. Le cose ti accadono intorno, buone o cattive che siano, e te le lasci scivolare addosso. Non fai quello che puoi per migliorare la situazione, non impari nulla da quello che è successo.

Il buonumore, invece, è una sorta di arma totale. Non implica che te ne freghi di quello che succede. Anzi, ne puoi essere acutamente cosciente e perfino impegnarti per cercare di dare una mano a migliorare la situazione.

C’è un però. Non fai come molti che mentre cercano una soluzione si fanno prendere dello sconforto, e sprecano energie. Distingui tra le cose che puoi controllare, e quelle che invece non puoi controllare. Risolvi le prime, e non ti fai angosciare dalle seconde. Non perdi tempo ad avercela col mondo. Sai benissimo che siamo tutti respons-abili, capaci di rispondere.

Se poi da fuori appari menefreghista solo perché non tieni il broncio, pazienza.

(originale della foto: http://www.keepcalm-o-matic.co.uk/p/keep-calm-and-non-me-ne-frega-niente/)

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Chi vuol esser lieto sia

Lorenzo_de_MediciChi vuol esser lieto sia/ di doman non v’è certezza  (Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico)

Essere lieti è assolutamente fondamentale. Dobbiamo preservare le nostre energie, usarle sempre per il meglio. La letizia ci aiuta in questo esercizio, impegnativo ma indubbiamente molto, molto utile e profittevole. Possiamo usare per fini costruttivi energie che di solito disperdiamo nelle seccature quotidiane e nel rimuginare sui nostri problemi derivanti dai rapporti con il nostro prossimo.

Badate, secondo me essere lieti non significa comportarsi da menefreghisti. Anzi direi il contrario. Ha piuttosto a che fare con il distinguere quello che possiamo controllare da quello che invece non possiamo controllare. Questo vuol dire, fra le altre cose, che possiamo usare le nostre energie risparmiate per intervenire quando possiamo farlo per aiutare un nostro simile nel momento del bisogno, senza peraltro esaurire le nostre pile.

Una nota sui versi del Magnifico in apertura: molti interpretano il secondo verso (“di doman non v’è certezza”) come un invito a non fare progetti di alcun tipo e magari cercare una vita di “divertimento”. Secondo me vuol dire invece che, proprio perché non sappiamo se “domani” (cioè nel futuro) ci saremo ancora, è bene agire “oggi” (cioè in questo momento) per essere felici e stare bene con sè stessi e con gli altri, portando avanti i nostri progetti.

Lettura consigliata:  La perfetta letizia secondo San Francesco