Il buon uso del malumore

Statisticamente, molti di noi sono spesso più o meno di malumore. Intanto, sgombriamo il campo: questo succede a tutti indistintamente, compresi i super-motivati a cui certo succede più sovente di svegliarsi bene la mattina e avere ben chiaro quali sono gli obiettivi di giornata. Pure loro, di tanto in tanto hanno i loro momentini.

Il perché di questo malumore diffuso ha molteplici ragioni che in questa sede, come sempre, non ci soffermeremo ad analizzare. Di certo, non si tratta di una condizione particolarmente vitale. Anzi, il malumore spesso peggiora talmente la qualità della nostra vita che ci porta a contrarre sempre di più i nostri spazi, in alcuni casi fino a ridurci a qualcosa di simile a zombie.

C’è chi si accontenta di una situazione del genere, e chi invece decide a un certo punto di fare l’ormai classico passo avanti. A costoro mi sento di proporre una mia esperienza personale. Dal momento che ci sono situazioni in cui non si riesce ad uscire dal malumore, trovo utile “spennellarne” un po’.

Proprio così: uso l’immaginazione per creare un metaforico pennello che uso per dare una mano di bianco, o di grigio se proprio il bianco non mi viene. Questa che può a prima vista sembrare una semplice fantasia funziona benissimo, almeno per me. Il malumore si riduce all’istante, e questo, come conseguenza immediata, consente lo sblocco di una notevole quantità di energia che altrimenti sarebbe stata assorbita e dissipata dal malumore.

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