Distacco. Destrutturazione. Ricombinazione.

Di tanto in tanto conviene riprendere in esame la nostra situazione attuale, specialmente se ci sentiamo intrappolati in essa, e non ci vediamo più quel granché di evolutivo. Secondo la mia esperienza questo procedimento può essere svolto in tre fasi, che ho pensato di chiamare Distacco, Destrutturazione e Ricombinazione.

Il Distacco avviene quando non ci identifichiamo più con la situazione. Di solito infatti tendiamo a vivere con il pilota automatico, seguendo una serie di abitudini. Intendiamoci, le abitudini possono essere uno strumento prezioso, quando di aiutano a raggiungere i nostri obiettivi. Diversamente, possono diventare un vero e proprio incubo, quando si annodano e ci incatenano a una situazione che per noi non è evolutiva o addirittura si rivela deleteria. Occorre allora porsi quelle che da tempo ho preso a chiamare le due domande fondamentali, ovvero: 1. Che cosa sto facendo? 2. Perché lo sto facendo?

Cominciamo così a prendere le distanze dalla situazione. In un certo qual modo è come se ci risvegliassimo dal sonno. Alcuni autori, tra cui Salvatore Brizzi, lo chiamano “creare il Testimone”, e secondo me è una definizione davvero azzeccata, perché da quel momento diventiamo testimoni di quello che ci sta accadendo, e possiamo darne una valutazione più oggettiva. Continuiamo quindi a vivere come sempre, ma cominciando ad osservare con una punta di distacco quello che succede.

Una nota a margine per questa fase: non sempre dovremo cambiare qualcosa. Si tratta di una revisione, non necessariamente di una rivoluzione. Molti non affrontano questa fase perché pensano che li porterà, un bel giorno, a uscire a comprare le sigarette per poi trasferirsi a Tahiti.

A parte il fatto che un gesto del genere, se non siamo cambiati noi, ci porterà a replicare a Tahiti la stessa situazione da cui siamo fuggiti, può benissimo essere che basti cambiare aspetti anche piccolissimi per rimettere tutto in equilibrio. A volte, basta crearsi un hobby che ci dà soddisfazione, oppure mettere il nostro lavoro in una prospettiva diversa, più interessante ed amorevole.

Passiamo alla seconda fase, quella della Destrutturazione. Si tratta, in linea di principio, di comprendere che ogni problema, anche quello più complesso, quello che minaccia continuamente di sopraffarci. può essere suddiviso in problemi più piccoli, sempre più piccoli, fino a trovare un problema che non è più un problema, perché possiamo gestirlo immediatamente o quasi.

Una volta individuato questo piccolo tassello che possiamo gestire agevolmente – e dopo averlo gestito – ecco che ci sentiamo molto più padroni della situazione. Sono soddisfazioni impagabili che rafforzano di parecchio la nostra autostima.

Siamo così arrivati all’ultima delle tre fasi, quella della Ricombinazione. Una volta che abbiamo suddiviso il problema in elementi gestibili, possiamo prendere in considerazione altri elementi che finora erano rimasti fuori. Allargando la nostra mente e la nostra visuale, ricercando nuovi tasselli, è infatti possibile mettere insieme nuove opinioni sul problema che stiamo affrontando. “Là fuori”, infatti, c’è spesso molto di più di ciò che siamo abituati a tener presente.

Dalla Ricombinazione parte un nuovo ciclo, che può rappresentare un volano non indifferente per la nostra crescita, sia dal punto di vista materiale che da quello spirituale. Che poi, a ben vedere, vanno frequentemente di pari passo.

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