Ri-Creazione e Attaccamento

Spesso ci capita di essere impauriti per il timore di perdere quello che abbiamo. Qualunque cosa: la nostra casa, la nostra persona speciale, la nostra salute, la nostra auto…Metteteci quello che volete. Buona parte della nostra vita viene spesa a proteggere spasmodicamente i nostri beni, materiali o immateriali poco importa.

Questo timore si chiama attaccamento, e spesso si rivela una delle peggiori iatture che possano colpire l’essere umano. Il perché é molto semplice: preso un elemento qualsiasi (la casa, l’automobile, la persona amata, il nostro stesso corpo) è matematicamente certo che siamo destinati a perderlo in un certo punto dello spaziotempo. Il cambiamento continuo in atto in questo universo muterà prima o poi quell’elemento, o noi stessi.

Stabilito questo, ci si rende conto facilmente di come sia futile preoccuparsi per una perdita che certamente – col tempo – si verificherà. Quindi, occorre cambiare punto di vista rispetto a questa situazione. A questo proposito, mi sento di proporre uno spunto su cui riflettere. Una domanda che personalmente mi ha aiutato molto per superare questo tipo di impasse: che cosa significa per me quello che temo di perdere? Ovvero: qual è la sua essenza?

Quando ci facciamo domande di questo tipo, ci rendiamo conto che quello che cerchiamo non si trova solo ed esclusivamente in quell’elemento che temiamo di perdere. In effetti, può essere ritrovato in molti altri elementi. Se non ci rendiamo conto di questo è perché la nostra mente si è come ristretta, e non è capace di concepire che, appena “là fuori” esistono elementi che hanno la stessa essenza di quelli che attualmente si trovano all’interno della nostra esperienza. In buona sostanza, quello che abbiamo (e che temiamo di perdere) può sempre essere ri-creato.

Proprio così: ogni aspetto della nostra vita che eventualmente ci venisse a mancare può essere ricreato in ogni momento. l’Universo è talmente vasto e variegato che è possibile ritrovare qualsiasi cosa pensiamo d aver perso. Questo recupero passa attraverso un allargamento e – se vogliamo – un’evoluzione della nostra mente. Come per ogni cosa, anche l’allargamento della nostra mente si ottiene allenandosi, vale a dire decidendo di esprimere il più spesso possibile l’intenzione di espandere la nostra comprensione.

Questo allenamento ci porta a considerare le infinite possibilità a nostra disposizione. Questo dato ci consente di lasciar andare ogni timore di perdere quello che abbiamo in questo momento. Ha anche un effetto curioso: non temendo più di perdere quello che abbiamo – perché ormai non lo perderemo più – siamo portati a goderci maggiormente quello che abbiamo nel qui ed ora, e soprattutto ad esserne grati. Questo stato di gratitudine, a sua volta, ci rende felici. E la felicità chiama ancora gioia, gratitudine, felicità.

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