È ricco chi sa governare

Ormai da diverso tempo seguo il life coach Mario Robecchi, finissimo espositore di concetti spirituali che però, come spesso càpita, finiscono per essere anche molto pratici, perchè forniscono validi spunti sui valori da adottare, valori che ci aiutano a focalizzare le nostre energie e quindi a “fare le cose giuste” nella vita quotidiana. In particolare, in un video intitolato “Ricchezza e spiritualità“, Robecchi fornisce diversi spunti, che mi prendo la briga di commmentare un po’.

E’ ricco chi sa governare. Si intende: governare le risorse a nostra disposizione. Comprese, anzi soprattutto, le risorse mentali e spirituali. Le risorse fisiche, infatti, possono essere gestite e disposte in molti modi diversi, potenzialmente infiniti. Come vengono disposte, dipende da noi. Quindi, a nostra volta, da come disponiamo appunto le nostre risorse mentali e spirituali. Ne deriva che, a seconda di quali sono i nostri valori e le nostre convinzioni, cambiano i nostri stati d’animo e i nostri pensieri, e di conseguenza i nostri risultati. Mettendola terra terra: non conta quanti “soldi” hai, ma come usi le risorse. Non è questione di denaro, ma questione di obiettivi.

La ricchezza è un livello di abilità. Come ripeto spesso, occorre essere respons-abili, cioè, capaci di rispondere. Uno degli scopi della vita, probabilmente il più importante, è avere sempre più frecce al nostro arco. Se sappiamo come affrontare efficacemente le situazioni che ci si presentano, queste ci spaventano meno, e di conseguenza consumano meno energie, energie che possiamo dedicare ad obiettivi vitali.

La causa della ricchezza è la cooperazione. La causa della povertà è l’isolamento. Robecchi a un certo punto del suo video cita un testo, come dice lui stesso, vecchio ormai di trecento anni. Si tratta de La ricchezza delle nazioni di Adam Smith. In particolare, cita l’esempio dello spillo, oggetto all’apparenza banale che però è il risultato di un notevole livello di cooperazione. Se infatti pensiamo per un momento di produrre uno spillo da soli, senza macchinari, ecco che ci si rivela tutta la complessità del processo di produzione. Così come anche comprendiamo il valore della cooperazione.

Lo spillo è frutto di un processo durante il quale intervengono numerosi soggetti. In questo modo è possibile produrre molti più spilli, e ridurre il prezzo di ciascuno spillo. Tutto questi è ovviamente possibile solo in presenza di cooperazione. Se invece gli esseri umani si isolano, si va verso la povertà.

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