Resurrezione

Comincio a scrivere queste riflessioni la mattina di Pasqua. Un giorno, è bene ricordarlo, di Resurrezione. Gesù, morto sulla croce, torna in vita e lascia il sepolcro. Che siamo credenti o meno, è una storia molto forte. Gli evangelisti che ce la raccontano vogliono portarci a riflettere sul fatto che la morte si può vincere, ed è sempre possibile risorgere.

Un messaggio come questo, in un periodo particolare come quello che stiamo vivendo, in questo inizio del 2020 di isolamento collettivo per il Covid 19, risuona con ancora maggior vigore. Esseri come noi, portati al viaggio, al movimento e al contatto fisico in tutte le sue forme, ci ritroviamo confinati nelle nostre abitazioni.

Sappiamo bene che si tratta di una situazione che, prima o poi, avrà fine. E dopo tutto, un po’ di tempo per noi stessi e per la nostra famiglia, nonché per riflettere su chi siamo e dove stiamo andando, male non fa.

E magari, se sapremo usare bene questo tempo, cercando di crescere come persone, davvero il ritorno alla vita di prima, graduale o meno, rappresenterà davvero una sorta di resurrezione, iniziata a un certo momento durante la permanenza forzata nelle nostre case.

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