Come attivare la fortuna

Si può “attivare” la fortuna? La mia esperienza dice di sì. Se è vero, come disse Randy Pausch che la fortuna è quando la preparazione incontra l’occasione, allora si tratta molto semplicemente di prepararsi e cercare occasioni.

Detto così sembra facile, e infatti si tratta di un’abitudine esattamente come le altre. Tuttavia, l’osservazione ci dice che, statisticamente, ci sono pochi fortunati in giro, e un veloce sondaggio tra i nostri conoscenti ci renderà edotti che la maggior parte della “gente” si considera sfortunata.

In realtà, in cosa consiste la sfortuna? In ultima analisi, ci consideriamo sfortunati quando “le cose” non vanno come vogliamo noi. Ne deriva che più condizioni poniamo per essere felici, più e probabile che saremo infelici. O che comunque attraverseremo dei periodi di infelicità. Per il semplice motivo che quasi mai tutto, ma proprio tutto, andrà esattamente come vogliamo noi. Ancora una volta, andiamo a sbattere contro il concetto di respons-abilità.

Tornando alla definizione di fortuna fornitaci da Randy Pausch, ecco che siamo in possesso di una sorta di formula della fortuna, che possiamo dividere essenzialmente in due fasi:

(1) Prepararsi. Vale a dire, essere curiosi. Una delle reazioni più tipiche degli “sfortunati” è che si chiudono a riccio, rinunciano a guardarsi intorno, a imparare cose nuove. Si rinchiudono nel cerchio di quello che già conoscono, e in questo modo si limitano, attivando una spirale riduttiva. Se invece si accetta quantomeno di provare ad ampliare le proprie competenze, si “rischia” di innescare una spirale produttiva.

(2) Cercare le occasioni. Un’altra reazione tipica degli sfortunati è quella di non fidarsi di niente e di nessuno. Anche qui, ci si rinchiude a riccio, evitando accuratamente ogni possibilità di nuovi incontri e nuove situazioni. Anche qui, parte la spirale riduttiva. Mentre al contrario, ovviamente, se si accetta l’idea di esplorare nuove situazioni, è ovvio che si incrementa la possibilità di centrare l’occasione giusta per attivare la “fortuna”.

Lettura consigliata: Paolo Iacci, Il fattore C

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