Attrito

Quando le cose vanno “male” (cioè, diversamente da come noi pensiamo che dovrebbero andare) proviamo una sensazione particolare. Qualcosa a livello di plesso solare, di pancia insomma. E’ come se fra noi e la realtà ci fosse una sorta di muro. Come se stessimo facendo attrito con quello che ci circonda.

Spesso la fregatura nella crescita personale è che davanti a quell’attrito tendiamo a fermarci, e a volte perfino a fare marcia indietro. A nessuno (o quasi) piace quel tipo di sensazione. Vorremmo che tutto andasse “liscio” (=senza attrito), secondo i nostri piani. Nessun guaio, nessuna preoccupazione…

Sarebbe anche bello, almeno per un po’. Tuttavia, c’è un ma grosso come una casa. Se tutto va “liscio” (senza attrito), dopo un po’ la nostra respons-abilità va a farsi benedire. I nostri muscoli proattivi si afflosciano. Non solo rimaniamo dove siamo, ma cominciamo anche a scivolare indietro.

Dunque? Dunque, un po’ di attrito nella nostra vita male non fa. Come sempre, dobbiamo porci obiettivi impegnativi ma fattibili. Un obiettivo troppo piccolo rischia di non essere motivante, uno troppo grosso potrebbe portarci alla frustrazione, a cercare scuse per non porcene di nuovi. Una sana via di mezzo spesso si rivela la strada migliore.

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