Come rimanere poveri per sempre

roma-mendicanteIeri a Milano ho avuto modo di vedere alcuni mendicanti. Direte voi: e che ci sono soltanto a Milano? Certo che no, ci sono ovunque, e nella stessa misura. Però ieri mi è venuto un pensiero un po’ particolare. E cioè: queste persone mendicano perché attraversano, diciamo così un periodo difficile, oppure sono davvero poveri dentro?

La differenza non è indifferente. In particolare, mi ha colpito una ragazza. Se ne stava seduta, o meglio dire abbandonata, contro una colonna, con lo sguardo vacuo. Esibiva un cartello con scritto: HO FAME:

Ora, non vorrei passare per insensibile, ma mi vengono di getto alcune considerazioni. Tanto per cominciare, la tipa mi pareva piuttosto in forma, non particolarmente in sofferenza.Viene da dire: ma se invece di starsene appoggiata alla colonna si muovesse per cercare una soluzione al suo problema?

Perché qui sta il nesso, secondo me. La mia esperienza mi dice che il filo del rasoio, la differenza tra successo e insuccesso la fa la volontà di affrontare la sfida qualunque essa sia .

Appoggiarsi alla colonna significa aver rinunciato. E quando si rinuncia, allora veramente siamo morti. Per noi, quando siamo in quello stato, non c’è alcuna possibilità di riscatto. Siamo poveri in termini di risorse, e quindi finiamo per esserlo anche in termini di denaro.

Viceversa, se prendiamo coscienza del fatto che per ogni problema esiste sempre una soluzione, ecco che si attivano risorse che neanche sapevamo di avere. A quel punto possiamo aver poco denaro, ma non siamo più poveri.

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2 pensieri su “Come rimanere poveri per sempre

  1. Quando stai bene e hai tutto quello di cui hai bisogno, non riesci a capire che se sprechi le poche energie per bussare ancora a porte che sai già per esperienza che sono chiuse, poi non ti rimane neanche la forza per respirare……. quindi polemiche inutili non servono e se si è impossibilitati ad aiutare queste persone cadute in disgrazia, è meglio tacere. A nessuno piace vivere in mezzo ad una strada, morire di freddo e di stenti.

    1. Grazie per il commento, Manuela. La mia voleva semplicemente essere una riflessione. E’ chiaro che queste persone non fanno quello che fanno perché ne hanno piacere e non possono essere lasciate sole.

      Più che di un’elemosina di venti centesimi, che risolve il problema fino a un certo punto, solo (forse) per il sostentamento di oggi, si tratta secondo me di ridare loro un’autostima e una fiducia nei loro stessi mezzi.

      Chi deve farlo, e come, è tutto un’altro discorso. Secondo me, quando in un gruppo un membro si trova in difficoltà, gli altri dovrebbero dargli una mano, Insegnarli a pescare, più che dargli il pesciolino. Qui però non può essere il passante della metro a svolgere questo compito.

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