Film, “Quo Vado” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone

A cura della Redazione Spettacoli 

16123915quo-vado-checco-zalone-poster-locandina-2015Checco Zalone su Amazon.it

In Italia il pubblico si divide in due categorie: quelli che hanno visto il nuovo film di Checco Zalone, Quo vado?, e quelli che ancora non lo hanno fatto. In sostanza è impossibile ignorare un fenomeno di queste proporzioni, destinato a stracciare ogni record di incassi del nostro paese.

Un primato che è stato accolto da numerose polemiche, legate all’invasione delle sale (una diatriba puramente commerciale, quindi) e alla bassa qualità del prodotto, con conseguente riflessione sulla crisi della nostro cinema, capace di raggiungere numeri ragguardevoli solo con proposte mediocri (e il discorso si fa quindi squisitamente etico ed estetico).

Chi vi scrive pensa che spiegare il successo di Zalone come trionfo della bruttezza tout court, accusando il pubblico di essere “basso e crasso” è una sconfitta in partenza. Gli spettatori mostrano il loro affetto ad una figura comica che hanno imparato ad apprezzare nel tempo e che non li deluderà, in termini di risate e situazioni paradossali. Sanno cosa aspettarsi da un film del genere e puntualmente vengono soddisfatti.

E’ un punto a favore di Zalone, a cui non si può certo rimproverare mancanza di furbizia. In questo caso, poi, le speranze sono riposte con maggiore efficacia, visto che la storia ha una marcia in più rispetto alle precedenti pellicole. Il protagonista, Checco, è un innamorato del posto fisso che a causa di una riforma governativa sarebbe costretto a lasciare. Riuscirà con faccia tosta, fortuna e oltraggiosa tenacia a mantenerlo. Salvo poi riflettere sul senso della vita a causa di una donna.

Non è un capolavoro, sia chiaro, ma in certi momenti Zalone (Luca Medici) riesce ad essere divertente e a operare una blandissima critica ad una generazione, ormai scomparsa, di privilegiati. 

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