La nevrosi del successo

urlo_munchPenso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.

In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E’ un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.

Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…
Pier Paolo Pasolini

Citazione lunghina. per la quale ringrazio il mio lettore Pietro, ma nondimeno necessaria per introdurre il nostro argomento. Come sapete, questo blog risponde essenzialmente a una domanda: che cos’è davvero il successo?

Una delle risposte  che ci siamo dati è nel nostro titolo: il successo, in qualsiasi situazione possiamo venirci a trovare , è fare un passo avanti, ovvero intraprendere un’azione o adottare un atteggiamento mentale che permetta di migliorare la situazione anche di pochissimo. Una serie di questi passi in fila uno dietro l’altro ci portano verso la vita che desideriamo davvero, che a sua volta è anch’essa il “successo”.

Ma perché mai nel titolo ho parlato di “nevrosi” del successo? Un po’ per via della citazione da Pasolini, certo. Ma anche perché mi sembra a volte che “il mondo” cerchi di obbligarci ad avere successo sempre. Il che appare una contraddizione in termini, visto che per avere “successo” occorre imparare delle cose, e per imparare bisogna “fallire” prima di “avere successo”.

Ecco che quindi il senso di necessità di successo diventa una vera e propria nevrosi. Cioè, secondo una delle tante definizioni,

Un insieme di disturbi psicopatologici, in genere scaturiti da un conflitto inconscio di tipo ansiogeno.

Wikipedia

Il conflitto nasce dal fatto che si vorrebbe avere successo senza prima imparare alcunché, come per scienza infusa. O peggio ancora, si vorrebbe avere il “successo” che qualcun altro vuole per noi, invece di avere il nostro, che è quello che vogliamo davvero. Ecco che si crea una separazione, una scissione tra quello che vogliamo e quello che stiamo facendo. Il risultato è che ci sentiamo infelici.

Se invece prendiamo in mano la nostra vita, e cerchiamo di costruire il successo che *noi* vogliamo, ecco che andiamo verso la felicità.

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